Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi,
molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

Palacio Italia, il “made in Italy” brasiliano

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San Paolo, la città più grande del Brasile, la più operosa, la più multi etnica, la più occidentale. Strade piene di persone che si affrettano per raggiungere il posto di lavoro, la casa, per un appuntamento, strade piene di macchine, di taxi, metropolitana sempre piena, negozi, grandi griffe. Una architettura un po’ moderna, un po’ portoghese, un po’ francese, grandi ristoranti, piccoli bistrot, cucina di tutto il mondo, cinema, teatri, insomma una grande metropoli moderna. Nella città svetta il suo più grande grattacielo, Palacio Italia, costruito dagli italiani, quei tanti italiani di cui dobbiamo essere fieri e che si sono fatti strada con la loro intelligenza, con il duro lavoro, con l’inventiva che ha sempre accompagnato l’Italianità. Quel palazzo sta lì a dimostrare che gli Italiani non sono quelli della pizza e del mandolino, ma sono quelli che sanno fare grandi cose.

sao paoloPalacio Italia, il “made in Italy” brasiliano

In quel palazzo c’è il più alto ristorante della città, una cupola di vetro che di notte è uno spettacolo in multicolor con le mille luci di un luogo immenso. In quel palazzo c’è il circolo degli italiani, fondato nel 1911 e che ancora oggi è sede di incontri, di tovaglie bianche, di posate e bicchieri come solo gli italiani sanno fare. Ha un’aria elegante ma mai sfarzosa con quel po’ di vecchio che gli da fascino. In quell’edificio c’è la sede della nostra camera di commercio, una delle più grandi del mondo, la quinta per essere precisi. E’ stata fondata nel marzo del 1902 da 83 impresari italiani che lavoravano in Brasile e compie 112 anni. Centododici anni di idee, di progetti, di assistenza alle imprese italiane, di inziative, di legame tra il Brasile e il nostro Paese, centododici anni di passione e di energie ma anche di allegria e di cultura, tanta cultura, quella italiana apprezzata nel mondo. Quegli uffici sono un pezzo della storia d’Italia fuori d’Italia e il nostro paese è spesso disattento al lavoro delle nostre camere di commercio.

L’impegno italiano in Brasile

che Il motore della camera, la sua storia, è un signore dai modi e dai sentimenti di un tempo, Edoardo Pollastri, presidente della camera, ex senatore della Repubblica, che con la sua pipa e la sua flemma un po’ british dirige le mille attività del suo ufficio. Direttore generale è Francesco Paternò, un siciliano colto ed elegante ma anche efficiente e risoluto, come spesso i siciliani di grande cultura e tradizione. Uno dei Vice presidenti è Domenico Rossini, un editore iper vivace, dalle mille idee e con una passione sconfinata per il golf. Sono uomini che non conoscono orari, che da anni si dedicano a far crescere le attività italiane in Brasile. La camera accanto alle sue attività istituzionali non dimentica mai quella cultura che fa parte della nostra tradizione, dalla moda, alla ristorazione, al cinema e organizza eventi e incontri nella città ma quelle persone conoscono anche le mille storie degli italiani approdati qui, chi ha fatto fortuna e chi no, chi gestisce grandi aziende e chi ha un piccolo ristorantino dove mangiare buoni ‘maccaroni’. Ecco , potremmo dire “le loro storie” che sono anche le nostre, le vicende di italiani che si sono fatti valere nel mondo. Quando pensiamo al futuro, ai nostri giovani, cerchiamo di guardare anche alle loro storie.

Alessandro Battisti

L'Autore

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