Ecco qual è il problema del futuro:
quando lo guardi cambia perché lo hai guardato.

Lee Tamahori

Brasile. Tutto e il contrario di tutto

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brasileMolte volte ho sottolineato come il brasile sia il paese dove c’è tutto ed il contrario di tutto e, per certi versi, anche questa è una parte del suo fascino. E’ un paese enorme e trovare un filo conduttore comune è impossibile. E’ un paese ricco, ma anche profondamente povero, per certi versi assai avanzato, ma per altri molto arretrato, con forti sacche di cultura marxista, ma con tratti di liberismo assoluto, di grande cultura e di enorme ignoranza. A volte assai religioso, ma anche laico e superstizioso, attento agli anziani e alle donne e a volte assai razzista e contro gli stessi. Poco tempo fa il notaio Fernanda de Freitas Leitao ha sancito la prima unione “poliaffettiva” tra tre persone dello stesso sesso. Ad avere unito i propri destini in uno dei migliori quartieri di Rio de Janeiro, la Barra de Tijuca, sono state infatti tre donne: un’imprenditrice, un dentista e un dirigente amministrativo di eta’ compresa tra i 32 e i 34 anni e tutte benestanti che si sono promesse amore sancito legalmente.

Non è la prima volta che in Brasile il triangolo amoroso è sdoganato dalla legge; già nel 2012 un tribunale di Rio Grande do Sul stabilì che la vedova e l’amante sua rivale si dividessero l’eredità del de cuius esattamente al 50% e non molto tempo fa un’altro notaio, Claudia do Nascimento Domingues, aveva dichiarato “marito e moglie e moglie “ unendo in vincolo matrimoniale un uomo e due donne. Non era mai successo, però, che venissero unite tre donne e ora anche questa lacuna è stata colmata, come sostengono alcuni. In Brasile la poligamia è vietata, ma la Corte Suprema Brasiliana ha ammesso la c.d. “ unione poliaffettiva” facendo uso di un evidente artificio legale. Si pongono ora vari problemi: dalle pensioni di reversibilità, alle assicurazioni sanitarie, agli assegni di mantenimento, alla divisione dei beni. Insomma, unioni basate solo su due criteri fondamentali: la volontà delle parti e la regolazione normativa. Una visione contrattualistica aliena da aspetti religiosi o morali. Anche quì, da una parte visioni fortemente “ ideologiche” che, per esempio, hanno portato in Parlamento molti esponenti della chiesa evangelica e visioni totalmente laiche. Ma faremmo un errore se tirassimo una netta linea di confine tra mondi apparentemente separati perchè qui tutto è in continua evoluzione ed è sempre “ tudo possivel”.

Alessandro Battisti

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