Ecco qual è il problema del futuro:
quando lo guardi cambia perché lo hai guardato.

Lee Tamahori

Crisi libica. L’Italia lavora ad accordo tra Egitto e Qatar

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qatarUn accordo tra Qatar ed Egitto o per lo meno un sostanziale riavvicinamento tra i due paesi: è la difficilissima mission nella quale è intensamente impegnata in queste ore la diplomazia italiana, protagonista della Conferenza Med 2015, organizzata dalla Farnesina e dall’ l’Istituto per gli Studi di Politica internazionale, che si è aperta a Roma e che si concluderà sabato 12. Un obiettivo che il ministro degli esteri Paolo Gentiloni si prefigge di raggiungere in tempi brevissimi per arrivare già domenica al Forum sulla Libia, il secondo grande appuntamento internazionale ospitato nella capitale italiana, con un risultato concreto che possa costituire la base di partenza per il processo di pace. Qatar ed Egitto sono infatti i più potenti supporter dei governi rivali di Tripoli e Tobruk.

Accorciare le distanze tra Doha e Cairo, facendo lega sulla necessità di contenere l’avanzata dell’Isis nella zona di Sirte, potrebbe portare ad accelerare la fine della guerra civile che insanguina la Libia. Una scommessa comunque ardua per l’Italia, nonostante il forte e dichiarato sostegno degli Stati Uniti ma che se vinta avrebbe anche il merito, oltre a quello primario, di restituire al nostro paese il suo antico ruolo di player in Medio Oriente e Maghreb, irrimediabilmente perduto nell’era Berlusconi. Gentiloni sta facendo tutto il possibile per mettere a segno questo cruciale goal ed è deciso a sfruttare ogni prezioso momento di queste giornate che hanno portato a Roma ben 300 rappresentanti da 40 Paesi, tra cui il re di Giordania Abdallah II, accompagnato dalla moglie Rania, che è stata insignita alla Sapienza di Roma della Laurea ad honorem in Scienze dello sviluppo e della cooperazione internazionale; il segretario generale della Lega Araba, Nabil El Araby e il premier tunisino Habib Essid; il Commissario Ue all’antiterrorismo Gilles de Kerchove , quello per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos, l’ Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, e il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov , il segretario di Stato britannico Philip Hammond e naturalmente i due ministri degli Esteri egiziano e del Qatar, Sameh Shoukry e Khalid Bin Mohammed Al Attiyah. E’ quest’ultimo che il capo della Farnesina ha tenuto a incontrare informalmente dopo un breve passaggio alla festa per l’anniversario dell’indipendenza organizzato dall’ambasciata di Doha, nei saloni del Regis, l’ex Gran Hotel. I due ministri, dopo le foto opportunity, gli inni nazionali e i saluti, hanno lasciato il party andando via insieme.Un segnale che la matassa si dipana.

Intanto, su un altro fronte, l’Italia si è fatta poi sponsor, sempre cogliendo l’occasione della Conferenza sul Mediterraneo, di una serie di incontri anche questi abbastanza cruciali tra israeliani e palestinesi e i loro capi negoziatori Silvan Shalom e Saeb Erekat. Il no decisionista dell’Italia ai raid in Siria sta facendo riguadagnare prestigio e rispetto al nostro paese nel fragile gioco dei nuovi equilibri che si stanno ridisegnando sullo scacchiere mediorientale, nonostante le forti perplessità di Londra e Parigi che certo sostengo lo sforzo diplomatico messo in campo dal nostro paese in sinergia con Washington, ma restano favorevoli ad un intervento militare in Libia contro l’Isis, come quello messo in atto in Siria e Iraq e non solo.

Velia Iacovino

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