La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai,
il futuro, rende la vita più semplice,
ma anche tanto priva di senso.

Italo Svevo

Dalla parte di Charlie gli immigrati italiani

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Quanto noi siamo loro lo si capisce di più in alcuni luoghi d’Italia. A Prato ed Empoli, per esempio, dove per le strade e a scuola incontri più bambini e bambine pachistane, cinesi, e di origine musulmana che italiana. Ad Empoli certe classi delle superiori hanno ormai più ragazzi iscritti immigrati di seconda generazione, non ancora cittadini italiani, che italiani doc. E così, in queste ore, non solo #JeSuisCharlie, ma anche noi siamo loro.

Il mercato coperto di Firenze

mercato firenze Passeggiando poi per le vie della capitale culturale e politica della Toscana, nel cuore pulsante di Firenze, dopo le bancarelle di San Lorenzo, fra una antica enoteca e un nuovissimo kebabbaro, si arriva al mercato coperto, ora mercato centrale, dove da poco hanno inaugurato al piano rialzato una cittadella del gusto che potrebbe benissimo essere un riassunto di Expo 2015. E’ il paradiso dei golosi, perché vi si trova il meglio della gastronomia italiana e mondiale, il tutto a portata di pochi passi, fra un’area e l’altra. Naturalmente, ormai immancabilmente, nello spazio si trova anche un Eataly, anzi, due, uno con i prodotti alimentari e uno con i prodotti benessere. Poi ci sono le pizze napoletane, le arancine siciliane, la ribollita senese, il Chianti toscano e dulcis in fundo la bistecca fiorentina. In questi giorni campeggiano sulle vetrine degli spazi, quasi tutti con cucina a vista, per raccontare nei gesti, oltre che negli aromi, la magia del cibo ai turisti, cartelli con la scritta che ormai fa parte di tutti noi #CharlieEbdo #JeSuisCharlie. Lo dicono gli scugnizzi napoletani, mentre preparano la pizza, ma anche i panificatori toscani e i pasticceri siciliani. A dire la verità lo dicono proprio tutti: #JeSuisCharlie.

Tutti dicono #JeSuisCharlie

mercato firenze

mercato di firenze

La cosa ancora più bella è che lo dice anche il macellaio Alì, musulmano siriano “Da 12 anni in Italia e da cinque, quasi sei, titolare di questa macelleria, che è tutto il mio vanto. Certo, sono anche io Charlie, perché quello che è successo a Parigi è terribile e non deve ripetersi, non è religione, non è la mia religione”. Nel suo banco comprano i musulmani, perché la carne viene macellata nel modo corretto per la religione e inoltre non si vendono gli animali con la doppia unghia, quindi ovviamente niente carne di maiale, ma comprano ormai anche gli italiani. Perché a quanto pare Alì ci sa fare. Dietro di lui, sta immobile, dorata e profumata una porchetta, simbolo del banco di Leonardo Bartolomeo, il figlio di uno dei bancarellari storici del mercato coperto centrale di Firenze, toscanissimo, dove, con 10 euro ti danno un vassoio di salumi toscani e un bicchiere di Chianti. Un trionfo di maiale insaccato in molti modi diversi e tutti squisiti. Anche qui campeggia il cartello #JeSuisCharlie.

Come lo si trova negli altri banchi del mercato, da quelli più tradizionali, a quelli gestiti da cinesi e pachistani. Di fronte al banco-frigo di Alì c’è la bancarella colorata di Mohamed, dove si possono acquistare prodotti africani, asiatici e russi, come il latte di cocco, introvabile altrove, gli spaghetti di soia e il riso per fare il sushi, quello originale, ma anche il caviale, perché, spiega Mohamed “i turisti internazionali vogliono cose buone. E Mohamed ha tutte le cose più buone del mondo”. Lui non ha esposto il cartello, però assicura “qui siamo tutti fratelli”. I due piani ricchi di ogni derrata alimentare del mercato centrale di Firenze, con una esplosione violenta di sapori, odori e colori, ricordano proprio questo. Noi siamo loro e tutti assieme siamo #CharlieEbdo, anche se qualcuno preferisce il montone alla porchetta!

Letizia Magnani

L'Autore

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