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Abraham Lincoln

Brasile. Dilma e Aecio, lo scontro politico-culturale continua

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I dati e i sondaggi sono chiari : Dilma e Aecio sono a un testa a testa, il secondo con un paio di punti di vantaggi e fare previsioni ora è azzardato. Gli schieramenti sono altrettanto chiari , chi è contro il pt e Dilma è con Aecio, tutto il resto è in secondo piano. E’ in realtà un referendum pro o contro Dilma. Dilma conta molto sul voto del nordeste e Aecio sul sud del paese. Su questo si è incardinata una polemica. Come anche noi avevamo scritto, la parte più arretrata del paese ha votato Dilma, quella più evoluta Aecio e Marina ma Dilma ne ha fatto una bandiera in difesa del nordeste.

Sanità, educazione e sicurezza, i temi del duello elettorale

I temi della campagna sono sempre gli stessi : sanità, educazione e sicurezza, ma gli slogan cambiano : Aecio chiede ” mudanca” con un messaggio semplice e chiaro; Dilma ha scelto lo slogan ” idee nuove, governo nuovo” che, secondo noi, la penalizza; è evidente che fare appello al nuovo favorisce l’opposizione. È ormai evidente che il mercato ha scelto Aecio , ” qualquer mas no Dilma”. Oggi Kenneth Maxwell, opinionista con grande esperienza internazionale, fa il punto della situazione e sottolinea le mancate critiche a Putin su Ucraina e Crimea e l’appoggio ai governi di Russia, Venezuela e Cuba. Su Aecio sottolinea che il suo esperto economico è Arminio Fraga, che in caso di vittoria sarà il ministro dell’Economia, che è stato professore a Princeton, ha lavorato come amministratore del fondo di George Soros, il cui piano economico è già stato chiarito in una intervista sul Wall Street Journal nel 2013. Il suo futuro ministro degli esteri è Ruben Barbosa, antico ambasciatore brasiliano a Washington e Londra, con un’evidente cultura occidentale e liberal.

Scontro tra due culture politiche diverse

È uno scontro tra due culture politiche diverse quella che alimenta oggi la discussione politica. Ci aspettiamo , nei prossimi giorni, una serie di colpi bassi sul tema della corruzione che non faranno bene alla campagna elettorale e che sono il tallone di Achille di Dilma. Tutte queste analisi sono valide per la classe media brasiliana e per quella più colta, ma il Brasile non è solo così. Una ventina di giorni fa, nel nordeste, ho chiesto a un tassista per chi avrebbe votato, la risposta è stata chiara, ” voterò per chi mi paga”. In quelle poche parole erano racchiusi tanti problemi della politica attuale e non solo in Brasile. Il tema vero è ancora quello : chi rappresenterà la voglia di cambiamento, di pulizia, di rinnovamento vincerà. I Brasiliani chiedono questo, vedremo chi riuscirà a interpretare questa aspirazione. E’ in gioco una partita più grande di quella che gli stessi Brasiliani vedono.

Alessandro Battisti

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