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Alan Kay

Quello che le donne dicono in chat sull’inutilità dei padri

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Certe madri sono la rovina dei figli o i figli potrebbero fare a meno dei padri? Sono in una chat di mamme, chiacchieriamo di tutto. C’è una mammola (nella community ci chiamiamo così) che per esempio si chiede come sia crescere un figlio senza marito. Lo scrive quasi come fosse un augurio, così almeno sembra. Tra le risposte che arrivano una in particolare mi spiazza: “Un figlio senza la figura maschile? La verità è che molto più pragmaticamente a me manca un uomo che porti a casa la cassa di bottiglie d’acqua da sei”. Nelle chat si scrive veramente di tutto e si parla col cuore, cose che neanche allo psicologo avresti la forza di dire. Cerco conforto. Quando lo racconto ad una mia amica, pure lei neo mamma, mi fa: “Ora che ho tutto quello di cui avevo bisogno posso anche fare a meno di lui”. Il pronome personale è riferito al marito. Lo dice convinta, come se quell’uomo che un tempo solo a guardarlo le si illuminavano gli occhi, a cui dava tutta se stessa, e con il quale sognava come fosse una bimba; che quando lui ha chiesto in sposa lei ha pianto di gioia, non dormendo per giorni come del resto tutte le notti passate dopo ogni litigio; lo dice come se adesso proprio quell’uomo fosse sostituibile come una lampadina qualsiasi.

mamma chatIl marito in questione, che pare si sia confidato col mio, racconta il suo sentirsi oramai completamente accessorio alla vita di lei. Adesso ogni cosa viene prima di lui. Un ciuccio, un pannolino, la pappa, il sonno, la merenda, lo yogurt, i rigurgiti e le boccate d’aria. “Ha ragione”, mi fa mio marito. Siamo a tavola, prepariamo la cena. Il nostro piccolo dorme così che la chiacchierata risulta un tantino più agevole. Al tg delle venti c’è la Pausini in diretta. I tempi di ‘Marco se n’è andato’ sembrano veramente lontani perché adesso che a 40 anni compiuti il giornalista Mollica le chiede un bilancio di vita, lei più o meno risponde così: “Il mio sogno più grande era diventare mamma”. Guarda sorridente lo schermo, come a rivolgersi direttamente alla figlia: “E’ lei tutto quello che voglio”. Del marito nemmeno una parola, un accenno, un gesto, una smorfia che facesse lontanamente pensare che quel dono enorme era stato reso possibile grazie anche all’esistenza di un uomo. Ho di colpo pensato alla faccia di lui davanti al televisore. E deve essere lo stesso pensiero di mio marito perché di fatti ha esclamato: “Siete tutte uguali!”. Poi, come a voler vendicare le ragioni e l’orgoglio di tutta una categoria, ha incalzato con un pugnalata alle spalle: “Certe madri sono la rovina dei figli”.

Il pensiero ha sfiorato anche me, che sposo sempre più spesso le ragioni del mio stesso sesso. Le mammole che non pensano ad altro che non sia un ciuccio, un pannolino, la pappa, il sonno, la merenda o lo yogurt? Quelle che rimpinzano i figli fino all’ultimo boccone di ciccia, fin sotto i tavoli dei ristoranti, impavide persino di fronte alla marcia di quei camerieri che avanzano come i commilitoni a cavallo di Babel? Le mamme apprensive concentrate esclusivamente ad eliminare ogni elemento pericoloso dalla vita dei figli? O quelle che davvero pensano di poter essere madri da sole? Nella chat delle mammole si legge di tutto. All’improvviso mi si è accesa una luce. Ho passato anni a criticare certe figure maschili, quei mammoni di cui in Italia s’abbonda. E ho pensato a mio figlio, un anno compiuto da poco. Io e lui, una diade pazzesca. Poi ho guardato mio marito, con uno sguardo che andava oltre i suoi occhi azzurri e il piglio accigliato. L’ho ascoltato dire: “Se stasera non mangia sorridi ugualmente”. L’ho fissato per alcuni secondi: non lo so se ha capito il mio grazie.

Fiorella Corrado

L'Autore

1 commento

  1. Adriana Nole? il

    Interessantissima analisi, purtroppo molto veritiera. Un rapporto esclusivo madre- figlio nel quale la figura paterna ha difficoltà ad inserirsi, denota uno scompenso nella vita familiare che prima o poi inciderà notevolmente proprio nell’oggetto di amore della madre : il bambino . Le mamme che così spudoratamente in chat riducono il ruolo maschile a esclusivo sostegno economico o a forza muscolare sono inconsapevoli di allevare bambini, poi adolescenti e poi giovani, che porteranno per la vita il segno del loro amore possessivo, esclusivo e condizionante per una libera e armonica crescita della persona

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