Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Donne sempre più al top: al Cern ma anche tra i “motori”

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Sempre più al top le donne nei settori che contano. Se negli States prendono le redini di multinazionali tecnologiche, in Europa accade che un’italiana venga nominata al vertice del Cern. Si tratta di Fabiola Gianotti, la scienziata italiana e prima donna in assoluta nominata alla guida di uno dei maggiori centri di ricerca del mondo. Fabiola Gianotti, romana, classe 1962, entrerà in carica a gennaio 2016, subentrando a Rolf-Dieter Heuer che ha ricoperto la carica di direttore generale del Cern dal 2009. Una nomina, valutata dal Director General Search Committee, che arriva a stretto giro con la straordinaria scoperta del Bosone di Higgs avvenuta il 4 luglio del 2012 (ciò le valse anche la copertina del Times come una delle personalità più importanti dell’anno) grazie all’esperimento Atlas guidato proprio dalla scienziata italiana.

Ecco le prime parole della scienziata alla guida dell’istituto di ricerca. “È un grande onore e responsabilità per me essere stata scelta come il prossimo direttore generale del Cern dopo15 predecessori illustri – ha dichiarato Gianotti in una nota pubblicata sul sito del Cern – Il Cern è un centro di eccellenza scientifica e una fonte di orgoglio e di ispirazione per i fisici di tutto il mondo. Il Cern è anche una culla per la tecnologia e l’innovazione, una fonte di conoscenza e di educazione e un sfolgorante esempio concreto di cooperazione scientifica a livello mondiale e la pace”.

renault

Donne alla guida anche di importanti gruppi dirigenti automobilistici

C’è chi corre ai ripari

Avere più donne nei ruoli strategici – nelle aziende come nella ricerca – paga. E chi non le possiede cerca di correre ai ripari. L’alleanza Renault-Nissan, ad esempio, ha spiegato di voler “colmare il divario tra i generi”. Come? Lo scorso anno, entrambi i costruttori hanno aumentato la percentuale di donne impiegate in posizioni manageriali a livello globale. Renault ha raggiunto il 18,4% (era il 17% nel 2012) di posizioni manageriali al femminile. Sempre nel 2013 le donne occupavano il 19,3% delle 2mila posizioni chiave nel mondo, ovvero un incremento del 17% rispetto all’esercizio precedente. Nel Comitato Esecutivo due dei dieci dirigenti sono donne: Mouna Sepehri, vice presidente esecutivo dell’ufficio del Ceo, e Marie-Françoise Damesin, vicepresidente esecutivo della direzione Risorse Umane (450mila dipendenti in totale).

Sempre nel settore motori in Nissan le donne manager sono passate dal 10,3 al 10,6% ed in Giappone le donne impiegate presso Nissan rappresentavano il 7,1% del totale: un passo in avanti soprattutto rispetto all’1,6% dell’anno fiscale 2004. Entro il 2017, Nissan punta ad incrementare il dato del 10%. Intanto concentra l’attenzione sulla clientela femminile: nel 2014 ha lanciato il primo concessionario Ladies First, diretto e gestito da personale a prevalenza femminile.

Resta il gap

Rispetto a queste storie esiste però il contraltare. Nel mondo del lavoro infatti – per lo meno nei macrosettori – le donne continuano a viaggiare dietro. Lo ha confermato la classifica sulla “disparità di genere” del World Economic Forum, diffusa pochi giorni fa, che vede primeggiare i Paesi del Nord Europa, con gli Usa al 20° posto su 142 e l’Italia al 69°, ma tra gli ultimi (129° posto) per differenza salariale. In Europa le donne guadagnano in media il 30% in meno degli uomini, ma anche negli Usa esistono ancora problemi del genere se lo stesso Barack Obama – a poche ore dal voto di Midterm negli Usa – ha lanciato un monito proprio sulla disparità di trattamento economica.

Danilo Patti

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