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Gianni Rodari

Giochi di società? Un toccasana per il cervello

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Giochi di società? Un toccasana per la mente. Assomensana ha condotto delle ricerche in proposito concentrandosi sui tradizionali giochi di società. Il risultato? Questi giochi plasmano nuove forme mentali e producono effetti positivi sul cervello dei partecipanti.

Giochi di società come “mental training”

Il gioco, in tutte le sue forme, è un importante mental training. Lo ha affermato il professor Giuseppe Alfredo Iannoccari, presidente di Assomensana, che tiene molto alla ginnastica mentale. “I giochi da tavolo, compresi quelli con le carte, ma con più di due giocatori, arricchiscono le reti neurali, ovvero i legami tra le cellule, e stimolano i neuroni a prendere contatti tra loro, accrescendo importanti “riserve” del cervello. Un recente studio, condotto al Max Planck Institute di Berlino, ha messo in evidenza come il gioco aumenta le capacità di pianificazione, memoria, attenzione e ragionamento” – ha spiegato l’esperto.

monopoli giochi di societàA suo parere, i benefici dei giochi da tavolo derivano soprattutto dal fatto che richiedono al cervello di mantenere a lungo la concentrazione. Ed è proprio la concentrazione uno dei pilastri fondamentali per il buon funzionamento cognitivo. Ognuno di noi dovrebbe riuscire a mantenersi concentrato per 50 minuti, con una naturale flessione della concentrazione dopo circa 20-30 minuti.

Aiuto alla socializzazione

L’esperto spiega che grazie ai giochi da tavolo e di società nel giocatore vengono coinvolte la memoria verbale e la memoria visiva, che servono per mantenere in atto gli schemi di gioco, per prevedere le mosse degli avversari, per progettare le proprie mosse successive e per ragionare sullo svolgimento di questa attività.

Non dimentichiamo infine che, come sottolinea Assomensana, i giochi da tavolo stimolano la socializzazione tra le persone. A questo proposito, numerosi studi scientifici confermano che le persone che hanno una ricca rete sociale mantengono attive più a lungo funzioni cognitive, come il linguaggio, la memoria e il ragionamento, e rischiano meno di incorrere in malattie neurodegenerative.

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