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Gianni Rodari

Gli algoritmi che fanno bene al cuore

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La cardiologia contemporanea può ringraziare Abū Jaʿfar Muhammad ibn Mūsā al-Khwārizmī, il matematico persiano a cui si può fare risalire l’invenzione degli algoritmi. Effettivamente una delle nuove tecniche oggi allo studio per le operazioni chirurgiche al cuore, prevede di utilizzare questi ‘procedimenti matematici’ per individuare meglio e prima le patologie che possono affliggere questo organo vitale, salvando vite umane e facendo realizzare anche notevoli risparmi ai sistemi sanitari nazionali.

cuore algoritmo

La ricerca

Alcuni ricercatori dell’Università di Manchester hanno sviluppato un sistema che consente di individuare in maniera non invasiva i problemi cardiaci e di affrontarli con cure più efficaci. Ad oggi, infatti, non è semplice individuare con chiarezza quali possano essere le origini di questo tipo di problemi nei pazienti che ne sono affetti. Cercarli richiede tempo anche a livello di intervento chirurgico, aumentando i rischi per i pazienti ed i costi delle analisi diagnostiche a carico del servizio sanitario che ha questi pazienti in cura. A fare la differenza, ci dicono dall’Università di Manchester, potrebbero essere proprio gli algoritmi. Recentemente ne è stato sviluppato uno dal team del professor Henggui Zhang che consente di individuare esattamente l’area della sofferenza cardiaca prima ancora di ricorrere ai bisturi.

L’ applicazione

Questo algoritmo si applica direttamente all’ elettrocardiogramma del paziente, individuando l’origine del difetto cardiaco e facendo guadagnare tempo prezioso ai chirurghi. E’ stato calcolato che il grado di successo di questa procedura è del 94%. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista ‘PLoS Computational Biology’. Finora l’algoritmo è stato testato su modelli in 3D del cuore umano e in 75 simulazioni su 80 è stato in grado di trovare effettivamente da dove partiva il problema. Nelle prossime settimane dovrebbe partire la fase di sperimentazione sui pazienti veri. La scoperta si annuncia rivoluzionaria in tutti i sensi. Il Professor Henggui Zhang, titolare della cattedra di Fisica Biologica all’Università di Manchester, ha detto a Futuro Quotidiano: “Con questa tecnica, basata sulla mappatura con algoritmi di un elettrocardiogramma umano, siamo in grado di diagnosticare con esattezza l’origine del problema cardiaco e di intervenire più velocemente su di esso, provando a risolverlo”.

 

Marco Bennici

L'Autore

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