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Alan Kay

Guerra dei libri: contro Amazon oltre mille scrittori “uniti”

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Amazon è sempre più al centro delle polemiche per le sue tattiche di mercato aggressive e per la sua presenza ingombrante. Non bastavano i problemi nati nell’ultimo anno con gli editori. Oggi scendono in campo anche gli scrittori. E non hanno nessuna intenzione di cedere altro terreno.

Come tutto è iniziato

Tutto è cominciato con Douglas Preston, scrittore americano di thriller, che ha visto crollare le vendite dei suoi ebook da quando Amazon haamazon hachette (1) deciso di boicottare la sua casa editrice, l’Hachette, francese di origine, che mesi prima aveva già rifiutato di abbassare il prezzo dei propri libri. Così Douglas Preston ha deciso di prendere l’iniziativa; ha inviato una lettera ai suoi lettori, esortandoli a contattare il proprietario del colosso editoriale, Jeff Bezos, per chiedere di smettere di tenere in ostaggio i libri di Hachette e gli autori come lui, che in questo caso è stato del tutto schiacciato dalla disputa.

Nasce Authors United

La lettera si è inaspettatamente diffusa e così si sono uniti a lui oltre mille scrittori, anche non coinvolti direttamente nel caso Hachette. Nasce
così l’Authors United, gruppo battagliero composto non solo di scrittori qualunque, ma anche di premi Nobel e Pulitzer, che vedono il proprio futuro sempre più precario e a rischio. Da John Grisham a Stephen King, da Paul Auster a Michael Chabon. E ancora Donna Tartt, Nora Roberts, Junot Díaz, Anna Monardo, Orhan Pamuk, V.S. Naipaul, Philip Roth, Milan Kundera, Laurie Anderson e tanti altri, che sotto la bandiera di Authors United hanno anche scritto una lettera al vetriolo ad Amazon.

La lettera: danno agli autori e ai lettori

boicottare amazon“Nessun gruppo di scrittori così diversi tra loro si era riunito prima per sostenere una causa. Siamo romanzieri e giornalisti vincitori del Pulitzer; autori di thriller ed esordienti. Insieme abbiamo venduto migliaia di milioni di libri. La tattica di Amazon ci angoscia e indigna”. Inizia così l’urlo di protesta contro chi in America vende oltre il 60% dei libri in commercio, da chi “ha sostenuto Amazon da quando era una start-up che lottava per emergere”. “È inaccettabile”, aggiungono ancora, “che Amazon usi il blocco della vendita di libri come elemento di trattativa. I libri non possono essere scritti in modo più economico. Non sono tostapane o televisori: ogni libro è il prodotto del processo creativo di un individuo, la cui esistenza dipende dai lettori che trova. È questo il processo che Amazon blocca […] minando la capacità degli autori di sostenere le loro famiglie, pagare i loro mutui, e prevedere studi universitari per i propri figli. Amazon ha altri strumenti di negoziazione a sua disposizione; non ha bisogno di infliggere un danno ai suoi stessi autori”. E’ un danno anche ai suoi lettori che vengono raggirati, ingannati dai prezzi sleali e dalle consegne in ritardo.
Il problema è più ampio

Fermare Amazon o si fermerà la cultura americana

Ma la disputa in questo caso va ben oltre i prezzi degli ebook. Gli scrittori Pamuk e Roth, ad esempio, chiedono che Amazon venga messa sotto inchiesta per le sue tattiche monopolistiche del tutto illegali. È grande la preoccupazione per un mercato che è quasi tutto nelle mani di questo colosso. Secondo gli scrittori la cultura letteraria in America finirà, se Amazon non viene fermata. Amazon sta danneggiando l’industria del libro e gli stessi autori che cercano di richiamarlo alle proprie responsabilità.

La posizione degli editori americani

Gli editori americani chiaramente supportano gli autori coinvolti nella disputa, ma la loro posizione è ambivalente. Perché Amazon, nonostante tutto, resta un canale irrinunciabile vista la posizione che occupa nelle vendite. Ma rimane anche forte la sensazione che il colosso editoriale stia cercando di ridimensionare la concorrenza di editori e librerie, fisiche o meno. In queste manovre potrebbe trascinare con sé molti editori che vedrebbero il proprio potere vacillare ancora di più, e il controllo sui propri titoli ridursi ancora. Proprio come sta accadendo e accadrà ad Hachette se cederà ai danni che Amazon sta provocando da ormai sette mesi, facendo però anche dei passi falsi.

Anche Amazon fa degli errori

Amazon ha sbagliato a non risolvere sin da subito questi piccoli fuochi che si diffondevano, permettendo alla situazione di peggiorare oltre ogniAmazon vs Hachette 2 aspettativa, alla luce del sole oltretutto. E ad utilizzare strade insolite, forse non molto furbe, che hanno scatenato un “tutti contro Amazon” senza fine, nocivo alla sua immagine che ora scatena perplessità, quando non diffidenza, negli scrittori e peggio ancora nei clienti.

La strada intrapresa contro Hachette e Lagardere

Hachette ad oggi ha subito il danno più grave tra gli editori. Quarta nelle vendite negli Stati Uniti, si è vista crollare davanti gli acquisti del 90%. Amazon ha scelto, infatti, di boicottare gli autori, di bloccare le prevendite, di rallentare le consegne dei libri, di evitare di scontare i loro prezzi, e ha persino cercato di scoraggiare i lettori all’acquisto, consigliando libri di altri editori. Ma il caso Hachette non è l’unico, anche la casa editrice Lagardere si è vista tenere in ostaggio i propri libri, scatenando un’altra schiera di autori inferociti e lettori inferociti. Insomma, il controllo della situazione sta scappando del tutto dalle mani di Amazon che vede sempre più persone, illustri personaggi del mondo della cultura e non, ergersi contro di lui.

Ilaria Pasqua

L'Autore

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