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“Hearing dog”, il cane che aguzza le orecchie per i non udenti

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Gli inglesi li addestrano da decenni, tramite un centro specializzato patrocinato nientemeno che dalla figlia della regina Elisabetta II, la principessa Anna. L’associazione si chiama “Hearing Dogs”  ed è stata fondata nei primi anni ’80, importando questa metodologia dagli Stati Uniti, nazione dove esiste addirittura una legge che riconosce l’esistenza e la pubblica utilità di questi particolari cani da compagnia.

Il cane per i non udenti

hearing dogAdesso, anche in Italia, il nostro miglior amico a quattro zampe potrà dare il suo prezioso aiuto e accompagnare le persone sorde, grazie all’iniziativa della Onlus di Vicenza U-Dog che è specializzata in addestramento di utility dogs, ovvero cani “da utilità”. Andandosi ad affiancare ai già famosi cani guida per ciechi, o a quelli più genericamente denominati “service dog”, ovvero destinati a padroni con difficoltà motorie, gli hearing dogs potranno così segnare una vera svolta nella vita degli italiani non udenti o ipoacusici.

Sempre con l’orecchio alzato

A differenza dei cani guida per ciechi, che sono di solito labrador o comunque animali di media o grande dimensione per consentire al padrone di potersi aggrappare a loro, gli hearing dogs, o cani udenti, possono tranquillamente essere anche di piccola taglia. Il loro compito, difatti, non è offrire un supporto nella deambulazione bensì richiamare l’attenzione del proprio padrone al verificarsi di un particolare suono, soprattutto in ambito domestico. L’utilità di avere un hearing dog in giro per casa è rappresentata dalla tranquillità che può infondere al suo padrone: ad esempio, se si dovesse lasciare il cellulare in un’altra stanza e questo squillasse, oppure se qualcuno bussasse alla porta ma si fosse impegnati in altre faccende, difficilmente un sensore visivo potrebbe essere d’aiuto. Che sia il citofono di casa, il timer del forno, la sveglia, un allarme o un bambino che piange: il cane viene addestrato a riconoscere anzitutto diversi suoni (fino ad un massimo di nove), ad avvertire poi il padrone, toccandolo con la zampa, e a condurlo infine sul luogo da cui quel suono proviene. “Se è di piccola taglia in questo caso forse è anche meglio – spiega Igor Facco, addestratore di U-Dog – così può muoversi con più disinvoltura per la casa, senza metterla a soqquadro ogni volta che deve correre da una parte all’altra per avvisare il suo padrone”. I candidati ideali per portare a compimento con successo l’addestramento, secondo Igor, sono animali con un’indole ricettiva e sempre pronta a scattare: “Un hearing dog come si deve, non deve essere pigro ma pronto a svegliarsi nel sonno o ad abbandonare anche la ciotola del cibo mentre mangia, quando sente un suono che riconosce”.

L’addestramento dell’hearing dog

alert-alarm-clock_hearingPer preparare un cane a svolgere tutti questi delicati compiti, il tempo medio di addestramento è di circa 5 mesi e la U-Dog sta ora facendo una campagna di raccolta fondi per riuscire a donare gratuitamente un cane udente a tutti coloro che ne avessero bisogno. Prima ancora di essere impegnati nel riconoscimento specifico dei cosiddetti suoni d’allarme, infatti, questi solerti compagni a quattro zampe vengono sottoposti a lunghe sedute di addestramento volte a consolidare la loro obbedienza e socialità. Devono prendere dimestichezza non solo con tante persone differenti ma anche con ascensori, carrelli della spesa, elettrodomestici, in modo da essere pronti e ricettivi in ogni ambiente e situazione che si potrebbe presentare nella vita quotidiana. Solo in una fase successiva, che può durare anche alcuni mesi, il cane viene addestrato a riconoscere i suoni utili e a condurre il proprio padrone verso la loro sorgente, nel caso ad esempio di timer o campanelli, o, al contrario a scappare nella direzione opposta, qualora si trattasse di allarmi antincendio.

Giulia Di Stefano

L'Autore

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