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Milan Kundera

Hi tech. Climatizzare gli spazi con uno specchio

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Climatizzare gli spazi costa denaro e soprattutto energia. Ecco che per cercare di contenere costi e impatto ambientale è arrivato un nuovo materiale, inventato da un team dell’Università di Stanford guidato dal professor Shanhui Fan e dal ricercatore Aaswath Raman, che si candida di risolvere il problema raffreddando gli edifici senza dover ricorrere al consumo di energia, con un metodo battezzato raffreddamento fotonico radiativo. Il materiale in questione è una pellicola ultrasottile – è spessa appena 1,8 micron – costituita da sette strati di biossido di silicio e ossidio di afnio, posti a coprire un sottilissimo strato di argento.

Che cos’è lo specchio hi-tech

specchio

Basta aria condizionata. Da adesso sarà uno specchio a refrigerare gli spazi

Si tratta di una specie di specchio, e proprio questa è la funzione: riflettere non soltanto la luce visibile, ma anche la radiazione infrarossa, invisibile ma responsabile di buona parte del riscaldamento degli edifici. Secondo i ricercatori questo materiale può riflettere il 97% della luce solare: utilizzandolo per coprire un edificio, si evita che esso venga colpito dalla luce e quindi che si riscaldi. Non solo: lo “specchio hi-tech” riflette la radiazione infrarossa con una frequenza tale che essa attraversa l’atmosfera senza surriscaldarla. Non c’è quindi pericolo che il calore riflesso finisca per danneggiare il pianeta: «Immaginatelo come una finestra sullo spazio» spiega il professor Fan.

L’altra funzione che il sistema di raffreddamento fotonico radiativo svolge è la capacità di “estrarre il calore” dagli edifici e riversarlo non solo all’esterno, ma «nello spazio»: «Il team» – spiega il professore emerito e premio Nobel Burton Richter – «ha mostrato come raffreddare passivamente le strutture semplicemente irraggiando il caldo nella fredda oscurità dello spazio». Un edificio coperto dal materiale inventato a Stanford irraggerebbe quindi il proprio calore sia di notte sia – contrariamente a quanto suggerirebbe l’intuito – di notte.

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