Che ognuno avrà il futuro che si conquisterà.

Gianni Rodari

Il mistero di Aluei

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aluei 1“Chisto mistero/C’a vene ‘a luntano/Nisciuno ‘o po’ sape”. Così recita il testo della composizione Mysterium che, come abbiamo scoperto di recente, è stata dedicata da Louis Siciliano Aluei a Raimondo di Sangro, principe di Sansevero. Una dedica non casuale. Il principe di Sansevero è stato un grande scenziato, esoterista, inventore, anatomista, alchimista, letterato e accademico italiano. Una figura molto in sintonia con quella di Aluei, compositore, direttore d’orchestra, polistrumentista, pioniere nella ricerca di strumenti e sonorità elettroniche, poeta, filosofo e scrittore italiano, definito dalla critica “l’alchimista del suono”. La musica per Aluei è Gnosi, una via spirituale, un’esperienza rituale e sacra che ha molti punti di contatto con la cosmologia, la fisica quantistica, la matematica, l’ipnosi, le scienze cognitive, l’intelligenza artificiale e con tutte le Tradizioni esoteriche ed iniziatiche, a partire da quella Orfico-Pitagorica, Ermetica, passando per l’Alchimia, la Numerologia, la Kabbalah e lo Sciamanesimo. In ogni sua composizione Aluei dissemina significati sottesi, che vengono alla luce solo dopo un’attenta analisi delle sue misteriose partiture.

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E proprio l’analisi dettagliata della colonna sonora de “A Napoli non piove mai”, ci ha permesso di scoprire che il brano “Mysterium” contenuto in essa, chiude un ciclo di 3 composizioni strumentali + 1 Vocale in un ideale quaternario sonoro. 4 Composizioni che costituiscono un mondo sonoro e simbolico a parte rispetto alle altre della colonna sonora. 4 composizioni che sintetizzano la nobile tradizione della musica colta napoletana, partendo dal madrigale di Gesualdo, passando per il Barocco fino ad arrivare all’Opera, della quale la città di Partenope è stata capitale assoluta. Scelta numerologica non casuale. Abbiamo il tre, considerato il numero perfetto, in quanto espressione della Triade o Trinità, che si va a completare nel quattro, numero delle fondamenta, della stabilità, delle basi, del sistema. E’ il primo numero quadrato. Il numero Quattro è il più perfetto tra i numeri essendo la radice degli altri numeri e di tutte le cose. Esso rappresenta la prima potenza matematica e la virtù generatrice da cui derivano tutte le combinazioni. Il numero Quattro è l’emblema del moto e dell’infinito, rappresentando sia il corporeo, il sensibile, sia l’incorporeo.

Il Quattro è scomponibile, non a caso, in 1 + 3, la monade, cipè, l’uno e il Triangolo. Simboleggia l’Eterno e l’uomo che porta in sé il principio divino. Non a caso il quaternario era il simbolo usato da Pitagora per comunicare ai discepoli l’ineffabile nome di Dio, che per esso significava l’origine di tutto ciò che esiste. Associato alla Terra, è presente nei raggruppamenti quaternari: le stagioni, gli angoli, gli elementi, i punti cardinali. Rappresenta, inoltre, le quattro porte che il neofita deve oltrepassare, prima di entrare nel Tempio della Vita. Queste quattro porte, sono collegate ai quattro elementi : Fuoco, Terra, Aria, Acqua. Tutti questi rapporti numerologici sono rappresentati dal nostro compositore sotto forma di materia sonora e sono volti alla celebrazione dell’ Essenza del Cosmo. Per Aluei tutto è Vibrazione e il Tutto è rappresentato dal numero 1, l’Ein Sof dei Caballisti. Non a caso il suo primo album di questo nuovo genere musicale che è stato definito Musica Olistica, ormai diventato un cult, s’intitola “One Vibration”. Tutto questo e altro, è celato nella colonna sonora della commedia “A Napoli non piove mai” per la regia di Sergio Assisi.

Perchè in una commedia così leggera e divertente si possono rintracciare fenomeni così profondi e complessi? louis sicilianoEbbene la caratteristica del Maestro è proprio quella di affidare alla leggerezza di Mozartiana memoria, le profondità del suo animo indagatore e di instancabile ricercatore. Già dai titoli, queste composizioni rivelano il loro essere intrise di simbolismi: “Arcana”, “Lume Eterno”, “Solve et coagula”, tre composizioni strumentali, tre titoli che palesemente si rifanno a dei concetti alchemici, alle quali se ne aggiunge una, “Mysterium”, cantata. Ascoltando Mysterium, abbiamo notato che la voce maschile che canta in falsetto rimanda alla grande eopea dei castrati, Farinelli in primis, che fece vibrare di emozioni le corti di tutta Europa. Ci viene subito da pensare ad un richiamo all’Androgino Alchemico, all’unione del maschile e femminile per raggiungere la perfezione e alle parole che Tommaso fa dire a Gesù nel suo Vangelo:“quando voi farete di due uno e farete l’interno come l’esterno, l’esterno come l’interno e la parte superiore come quella inferiore e quando voi farete il maschio e la femmina un solo e unico essere in modo che il maschio non sia maschio e la femmina non sia femmina…è allora che entrerete nel Regno dei Cieli”.

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E’ sorprendente scoprire che, dietro a quella che apparentemente può sembrare una colonna sonora di una Commedia cinematografica (film rivelazione dell’anno, con ottimo riscontro di pubblico e critica, ndr), ci sia un mondo sonoro e artistico così pregno di significati. Un mondo sonoro che avremmo voluto indagare maggiormente. Non ci è stato possibile scendere più a fondo. Difficile raggiungere Louis Siciliano Aluei. Non siamo riusciti a rintracciarlo e molte domande che avevamo per lui, rimangono tuttora avvolte nel mistero. Si dice che il Maestro viva tra Roma, Milano, Varsavia, Londra, Parigi e Los Angeles. Misteriosa è la vita di questo personaggio che ricorda a tratti Casanova, Cagliostro o Fulcanelli.

Annalisa Alfano

L'Autore

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