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Iran: per l’AIEA prepara potenziamento arricchimento uranio

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Nello stabilimento di Fordow

Un rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha denunciato che l’Iran sta intensificando il suo processo di arricchimento dell’uranio preparandosi a utilizzare una serie di centrifughe IR-6 avanzate nel sito sotterraneo di Fordow.

La serie di 166 macchine è la seconda di un gruppo di IR-6 da installare a Fordow, un sito che si trova all’interno di una montagna, e l’unica serie contenente le cosiddette “sottoteste modificate”, che facilitano l’arricchimento di varie purezze.

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica delle Nazioni Unite ha anche affermato in una dichiarazione che il rapporto riservato agli Stati membri indica che l’Iran aveva informato l’agenzia di aver avviato un processo dell’arricchimento, ma Teheran non ha specificato il livello al quale l’arricchimento avverrebbe.

Questi sviluppi arrivano quando i negoziati sul nucleare per rilanciare l’accordo firmato con l’Iran nel 2015 hanno raggiunto un punto morto.

Ancora una volta, Teheran ha lanciato la palla nel campo americano, incolpando Washington per il fallimento dei colloqui. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha dichiarato in una conferenza stampa televisiva che il suo Paese è pronto a raggiungere un “buon accordo” con le potenze mondiali.

Tuttavia, ha incolpato gli Stati Uniti per lo stallo dei colloqui per rilanciare l’accordo nucleare del 2015.

I colloqui di Vienna, avviati nell’aprile 2021 per rilanciare l’accordo nucleare, erano stati sospesi dallo scorso marzo, dopo che una serie di dossier non erano stati risolti.

La situazione è ulteriormente peggiorata con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica delle Nazioni Unite, all’inizio di giugno, che ha emesso una risoluzione proposta da USA e paesi europei che criticava ufficialmente l’Iran per la sua mancanza di cooperazione, dopo un precedente rapporto del mese scorso in cui l’agenzia aveva confermato di non aver ottenuto “chiarimenti” su tracce di uranio arricchito che erano state trovate in tre località non autorizzate in Iran.

L’8 giugno Teheran ha risposto alla decisione dell’agenzia chiudendo 27 telecamere dedicate al monitoraggio delle sue attività nucleari.

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