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Abraham Lincoln

“Caro Matteo…”, così il teologo egiziano ha colpito Renzi

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Boulad

Matteo Renzi e le sue parole, sono piaciute a molti intellettuali moderati egiziani. E sono in tanti a sperare che l’Italia possa far cambiare rotta all’Europa. È importante infatti, ritengono alcuni, che l’Egitto riacquisti al più presto credito internazionale e torni a giocare un ruolo di player autorevole in Medioriente in nome della pace e della stabilità della regione. E quello che ha detto Renzi, per altro presidente di turno della Ue, va proprio in questa direzione. Il teologo e gesuita egiziano Padre Henri Boulad, in occasione della visita al Cairo il 2 agosto scorso del premier italiano, ha chiesto al nostro corrispondente Paul Attallah, intellettuale, analista politico e blogger tra le voci più libere del Cairo, di fare arrivare questa sua riflessione a Matteo Renzi. Boulad è stato padre superiore dei gesuiti di Alessandria e poi responsabile provinciale dell’ordine per il Medioriente. Ha insegnato teologia, ha ricoperto incarichi d’alto rango all’interno della Caritas, è stato rettore del Collegio della Santa Famiglia dei Gesuiti del Cairo. Sempre al servizio dei più deboli e dei diseredati, cristiani e musulmani è ora impegnato a costruire una casa per i bambini di strada ad Alessandria. Nel 2009 ha pubblicato la lettera a Papa Benedetto XVI “Sos per la chiesa d’oggi”, in cui faceva appello a un globale rinnovamento spirituale. Profondo conoscitore dell’islam, si è mostrato molto critico nei confronti di alcune sue derive contemporanee, insistendo tuttavia sulla necessità che continui il dialogo tra cristiani e musulmani. E’ stato un attento analista e osservatore della Primavera araba, in particolare della Rivoluzione egiziana del 2011. Ha pubblicato oltre 30 libri, tradotti in 15 lingue.

Questa la lettera di Padre Henri Boulad:

L’Occidente ha le mani sporche del sangue di milioni di persone, perché ha tradito i suoi valori e calpestato i suoi principi in nome di interessi materialistici, politici ed economici. Venti anni fa io scrissi un articolo intitolato “Europa, fa attenzione a non perdere la tua anima”. Oggi questo sta accadendo. L’Occidente sta sul punto di perdere la sua anima, di perdere ciò che lo ha reso portatore di cultura di civilità, di umanità e di spiritualità. E ora proprio quello che lo ha reso un faro per il mondo, che ha prodotto l’umanesimo nel Rinascimento e la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sta lentamente morendo sotto i nostri occhi. L’Occidente che ci ha dato Michelangelo, Pascal, Einstein, Beethoven, George Washington, Abraham Lincoln e tanti altri geni si sta dirigendo verso l’estinzione. L’Occidente sta tradendo se stesso, vendendo se stesso, inquinandosi per i soldi, per il petrolio, per il gas, per i dollari, per gli euro. Il mio mentore, Gesù, una volta disse: «Che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?». Quando una civiltà perde la sua anima, può solo scomparire, collassare, disintegrarsi. Ed è quello che sta succedendo davanti ai nostri occhi. Un francese disilluso mi ha detto recentemente “la Francia sta morendo, la Francia è morta”. Se l’Occidente non riprende i sensi, se non riscopre i suoi valori fondamentali, umanità e spiritualità, è tutto finito. Quando l’uomo non è più al centro di una civiltà, quella civiltà, nonostante possa apparire sana, è condannata a scomparire in brevissimo tempo. Oggi l’essere umano ha perduto ogni valore. Centinaia, migliaia, decine di migliaia di morti sono poca cosa. Ciò che importa è la conquista di territori per l’accesso ai depositi di gas e olio. Oggi parliamo di 150 mila morti in Siria. Ieri di un milione in Iraq. Il giorno prima di due milioni in Sudan. Poco importa. L’Occidente ha le mani insanguinate e invece di fare ammenda, di ritrovare la ragione, di esaminare la propria coscienza, continua a perseguire una politica omicida e suicida.

Letter of Father Henri Boulad to Renzi

Yes, the West has blood on its hands, the blood of millions of people, because it has betrayed its values and trampled on its principles for materialistic, political and economical interests. Twenty years ago I wrote an article entitled “Europe, take care lest you lose your soul.” Today it is already happening. The West is on the verge of losing its soul, of losing what made it the bearer of culture, of civilization, of humanism, of spiritual values. What has made the West a beacon to the world, what has produced the humanism of the Renaissance and the Universal Declaration of Human Rights is now slowly dying before our very eyes. What gave us Michelangelo, Pascal, Einstein, Beethoven, George Washington, Abraham Lincoln… and so many other geniuses is heading for extinction. The West is betraying itself, selling itself, polluting itself for money, for oil, for gas, for dollars, for euros. My mentor, Jesus, once said, « What does it profit a man if he gains the whole world and lose his soul?». When a civilization loses its soul, it can only disappear, collapse, disintegrate. That’s what’s happening before our very eyes.
A disillusioned Frenchman told me recently, “France is dying; France is dead.” If the West does not come to its senses, if it does not rediscover its foundational values, both humanist and spiritual, it’s all over. When the human person is no longer at the center of a civilization, that civilization, healthy as it may seem, is condemned to disappear in all too short a time. Today the human being has lost any value. A hundred dead, a thousand dead, ten thousand dead, it matters little. What matters is territorial conquest, the access to deposits of gas and oil. Today we speak of one-hundred fifty thousands dead in Syria. Yesterday of one million in Iraq. The day before of two million in Sudan. None of that matters. The West has blood on its hands, and instead of mending its ways, returning to reason, examining its conscience, it continues to pursue its murderous and suicidal policies.

Ecco altri messaggi per Renzi arrivati a Paul Atallah.

An Egyptian living in Egypt

Please, Mr Renzi, don’t believe what say the Americans, Turks or Qatari, but check by yourself that Egyptians trust their President.

Per favore, Renzi, non creda a ciò che dicono gli americani, i turchi, il Qatar, ma verifichi da solo se gli egiziani hanno fiducia del loro presidente.

An Italian resident in Egypt

I would tell you that you have my support and that I feel represented by you. Then, I would encourage you to see Egypt as a great resource for the history and shared interest which unites us. I would also tell you to listen more to the complaints of people try to get a visa, the delays, and the bureaucracy.

Voglio dirle che ha il mio supporto e che mi sento rappresentato da lei. Perciò vorrei incoraggiarla a guardare all’Egitto come a una grande risorsa per la storia e ha condividere l’interesse che ci unisce. Vorrei dirle di ascoltare di più le lamentele della gente che cerca di avere un visto, i ritardi, la burocrazia.

An Egyptian living in Canada

1. Trade and cooperation between moderate neighbors/countries in the same region is essential for their survival;
2. Opening an economic relationship with Italy will influence the rest of Europe to moderate their stand in relation to Egypt.

1) Commercio e cooperazione tra paesi vicini moderati e della stessa regione è essenziale per la loro sopravvivenza.
2) Aprire le relazioni con l’Italia influenzerà il resto dell’Europa a moderare le loro posizioni nei confronti dell’Egitto.

Velia Iacovino

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