Sogni, promesse volano... Ma poi cosa accadrà?

Gianni Rodari

It’s an App World: il nuovo business

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Le App hanno un impatto fortissimo sulla vita di tutti i giorni, un’influenza che va ben oltre al momento in cui gli schermi degli smartphone vengono spenti. Hanno modificato le abitudini, si sono rese utili per ogni occasione e oggi è impossibile immaginare una vita senza.

C’è una App per tutto

appleÈ stata la Apple la prima a rendere le App un mercato redditizio e in continua crescita, che oggi è alla base di qualsiasi smartphone. Dal giorno in cui sono nate sino ad oggi molte cose sono cambiate. Le App non sono più destinate a restare nell’angolo del telefono, a essere delle semplici estensioni; prenderanno piuttosto sempre più spazio, sino a mettere piede nella realtà, come già hanno iniziato a fare.

I settori più ambiti

I settori in cui le App si muovono più rapidamente in avanti e che proliferano silenziosamente sono sicuramente tre: i pagamenti in mobilità, i trasporti eil settore dedicato al mondo dell’educazione. Sono questi tre sottogeneri di App a rendere la linea di separazione tra mondo virtuale e fisico sempre più sfocata.

Pagamenti in mobilità

Apple PayIl più sviluppato dei tre è sicuramente quello dei pagamenti in mobilità. Apple ha già presentato il suo Apple Pay che si è posto l’obiettivo di rivoluzionare il mondo dei pagamenti sia online che offline. Dopo aver aggiunto la carta di credito su iTunes, con un sensore ci si identifica e si può autorizzare la transazione. Ma Apple non è la sola, esiste anche Paypal Check-in che si basa sulla geo localizzazione dell’utente non appena mette piede in un negozio, e con l’App basterà un tocco di dita per poter fare acquisti. E Visa con Checkout che permette l’ingresso con il nome utente e la password senza altri codici da inserire, poi Google Wallet che ha implementato funzioni di invio e richiesta di denaro oltre alla possibilità di registrare carte sconto e buoni. E ultimo ma non ultimo, Samsung Pay che funziona come il sistema Apple e ha lo stesso limite di essere compatibile solo con i propri dispositivi.

Allo stesso modo ci stanno provando anche i servizi di messaggi istantanei come We Chat, WhatsApp, Line e persino Facebook. L’Italia è a un passo indietro in confronto agli Stati Uniti, e nessuno di questi sistemi si è ancora diffuso.

Trasporti

Per i trasporti c’è Uber, l’App (osteggiata dai tassisti) di una compagnia di trasporto privato che permette ai passeggeri di connettersi con gli autisti; per prenotare una macchina bastano pochissimi click. O Flywheel con cui diventa facilissimo prenotare un taxi. Lyft Line per determinare la corsa più vicina e la possibilità di avere rapidamente una macchina, ma soprattutto di condividere la corsa con più passeggeri e perciò la spesa totale; più passeggeri faranno il viaggio insieme, maggiore sarà lo sconto. Sidecar oltre a trasportare passeggeri si è allargata anche al mercato e-commerce, consegnando cibo, fiori, rifornendo aziende alimentari e negozi.

Educazione

duolingoInfine le App stanno conquistando anche il mondo dell’educazione, entrando nelle aule e cambiando in questa maniera l’esperienza d’apprendimento. Una delle più utilizzate è sicuramente Duolingo, nominata migliore App del 2013, che permette di fare dei veri e propri corsi di lingua divisi in piccole lezioni perfettamente in stile smartphone: brevi, con immagini e suoni, ma soprattutto divertenti, infatti l’App unisce lo scopo istruttivo al gioco, azzerando la noia, è la cosiddetta “gamification”. Ed è pure gratuito.

Poi c’è Babbel, piattaforma, stavolta a pagamento, che propone corsi ed esercizi ben strutturati in base al livello di conoscenza, tanto che gli esercizi di ripasso si adattano ai problemi dello studente.
Classdojo invece permette agli studenti di creare un profilo virtuale che gli insegnanti possono gestire e i genitori controllare.

Il domani

Questi software spingono per entrare sempre più nella realtà, presto non ci saranno ambiti in cui non avranno un ruolo da protagonisti. Dalla gestione di case, ai consigli sul guardaroba, al life coaching, alla guida delle macchine. E il famoso e tradizionale slogan Apple, “c’è un’App anche per questo”, inizia a diventare stretto.

Ilaria Pasqua

L'Autore

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