Ecco qual è il problema del futuro:
quando lo guardi cambia perché lo hai guardato.

Lee Tamahori

La psicoterapia on line? È il futuro!

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Se ce l’avessero detto venti anni fa, saremmo rimasti esterrefatti e indubbiamente, presi dalla rigidità dei dogmi di freudiana memoria, avremmo negato con enorme enfasi questa possibilità, come accade quasi in maniera automatica per tutte le novità che ci vengono proposte. Quando il governo americano alla fine degli anni Sessanta inventò Internet per aiutare il paese a sopravvivere ad un possibile attacco nucleare, erano molto poche le persone che avrebbero creduto un giorno che questo strumento militare sarebbe stato utilizzato per i più svariati scopi.

psicoterapia on line

Invece le distanze si sono accorciate, la comunicazione è cambiata, e la maggior parte di noi prima di prenotare una vacanza chiede se c’è, a disposizione dei clienti, il wifi per non rischiare di essere fuori linea neanche un minuto! Vuoi per divertimento, vuoi per lavoro, tutte le professioni sono state toccate da questo enorme contenitore chiamato internet, ed anche la psicologia non ne è stata esclusa.

In un certo qual modo andare a visualizzare il significato di un sogno, sottoporsi ad un test, chiedere un’informazione (gratuita) ad un esperto è diventato il pane quotidiano per i cibernavigatori. Ma come mai? Semplicemente perché le persone tendono ad “aprirsi” in rete, parlare di più e a costruire minori barriere rispetto a quelle che la vita quotidiana ci impone. Ed è qui che pian piano è nata la psicoterapia on line. Eppure questa nuova opportunità ha delle radici abbastanza salde in Europa.

Infatti  facendo una rapida ricerca  mi sono resa conta che già nel 2009 Il Corriere della Sera nell’edizione del  6 settembre 2009 (Salute, pag. 46 e 48) riportava un articolo titolato: “Accanto al ‘lettino’ la tastiera del computer”. In quest’articolo si evidenziava che, per la prima volta, uno studio inglese documentava l’efficacia dei trattamenti via internet. Le visioni più stimolanti provengono dal Nord Europa, dove già da diversi anni vengono ideati e proposti programmi di psicoterapia online rivolti a diverse fasce di età e destinati al trattamento di differenti disturbi, in cui tra homework (letteralmente compiti a casa) che l’utente deve compilare, sms di notifica per ricordare dell’appuntamento, chat di gruppo e newsletter che informano rispetto alle ultime novità. Ma in questo modo la relazione terapeutica tra paziente e terapeuta dove va a finire? I dati dimostrano che nella psicoterapia online l’alleanza terapeutica non è deficitaria rispetto alla psicoterapia tradizionale (Andersson, Paxling, Wiwe, Vernmark, Bertholds Felix,et al., 2012). Si può considerare che la psicoterapia in rete faccia parte del capitolo più generale della  telemedicina, già sperimentata da anni soprattutto in Nord America e in Australia per ridurre i costi dovuti alle grandi distanze geografiche.

Ed in Italia? Nell’enorme confusione esistente già nel mondo reale tra counselling, sostegno, psicoterapia, auto aiuto, mutuo aiuto, l’utente resta sbalordito per le infinite opportunità che gli si presentano qualora provasse a digitare in un motore di ricerca “psicoterapia on line”. Ecco quindi aprirsi un mondo nuovo, una marea di scelte in cui è possibile trovare ogni tipo di professionista.

La possibilità di usufruire di un percorso terapeutico stando comodamente a casa propria ha il vantaggio di limitare gli spostamenti ed ottimizzare i costi. Rispettando tutti i dettagli del rituale terapeutico (presa dell’appuntamento, orario e giorno dell’incontro prestabilito, disdette per forza maggiore, pagamento e relativa fattura) tramite programmi in tempo reale si ha modo di simulare la seduta, utilizzando audio e video ed una semplice connessione internet. Rispetto alla privacy attualmente si sta lavorando a  programmi sempre più sofisticati per criptare le comunicazioni.

Il terapeuta, dal canto suo, può facilmente offrire il proprio supporto a più pazienti, con un evidente risparmio in termini di tempo e con una maggiore possibilità di coprire più spazi e quindi più sedute, non dovendosi spostare da un luogo ad un altro ma riuscendo a collegarsi anche dal proprio dispositivo elettronico. Ma la psicoterapia on line non può essere assolutamente adatta a tutte le patologie. In caso di pazienti con problematiche gravi è sempre necessario lavorare in equipe e avvalersi della collaborazione di uno psichiatra.

Tra vent’anni forse ci sarà un’app per imparare a gestire gli attacchi di panico, forse una terapia di gruppo a mò di videoconferenza, chi lo sa! Indubbiamente come professionisti sarà importante sapersi adeguare alle novità, qualora confacenti al proprio modo di essere, senza troppe rigidità. Ricordiamoci che in fondo,  il carteggio epistolare tra Freud e Fliess durato undici anni fu il primo esempio storico ante litteram di “psicoanalisi per via epistolare”.

Valentina De Maio 

L'Autore

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