"Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio".

Pietro Barilla

L’addio del presidente Napolitano

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“La mie riflessioni avranno per destinatario anche chi presto mi succederà nelle funzioni che sto per lasciare, rassegnando le dimissioni: ipotesi che la Costituzione prevede”.Giorgio Napolitano nel suo discorso di fine anno tenuto come è tradizione dal Quirinale ha ufficializzato la scelta di interrompere il suo mandato,  spiegando di non poter più “sottovalutare i segni di affaticamento”. “Ritengo di non poter oltre ricoprire – ha spiegato- la carica cui fui chiamato, per la prima volta nel maggio del 2006, dal Parlamento in seduta comune. Secondo l’opinione largamente prevalente tra gli studiosi, si tratta di una valutazione e di una decisione per loro natura personali, costituzionalmente rimesse al solo Presidente, e tali da non condizionare in alcun modo governo e Parlamento nelle scelte che hanno dinanzi né subendone alcun condizionamento”. “Ho toccato con mano che l’età da me raggiunta porta limitazione e difficoltà nei ruolo complessi e impegnativi e nei ruoli internazionali affidati al Capo dello Stato». “Ho fatto del mio meglio  in questi anni lunghi e travagliati della mia presidenza -ha proseguito- per sanare le ferite subite dall’unità nazionale e ridare ad essa l’evidenza perduta. Se mi sia riuscito toccherà a quanti vorranno con obiettività e spirito critico analizzare il mio mandato dirlo”.Un addio ma non solo. Il presidente della Repubblica ha fatto anche un bilancio del suo mandato e ha tracciato il cammino per chi verrà dopo di lui, indicando all’Italia le priorità che dovrà affrontare nel nuovo anno e che sono: riforme, lotta alla corruzione e ripresa economica.

Le riforme

“L’aver tenuto in piedi la legislatura apertasi con le elezioni di quasi due anni fa, è stato di per sè un risultato importante. Si sono superati momenti di acuta tensione, imprevisti, alti e bassi nelle vicende di maggioranza e di governo; si è in sostanza evitato di confermare quell’immagine di un’Italia instabile che tanto ci penalizza, e si è messo in moto, nonostante la rottura del febbraio scorso, l’annunciato, indispensabile processo di cambiamento”, ha rimarcato il capo dello stato . “Un anno fa  -ha ricordato-  nel messaggio del 31 dicembre, avevo detto : ‘Spero di poter vedere nel 2014 almeno iniziata un’incisiva riforma delle istituzioni repubblicane. Da come reagiamo alla crisi nasceranno le nostre prospettive’. Il percorso delle riforme va, senza battute d’arresto, portato a piena conclusione. Non occorre che io ripeta, l’ho fatto ancora di recente in altra pubblica occasione,  le ragioni dell’importanza della riforma del Parlamento, e innanzitutto del superamento del bicameralismo paritario, nonché della revisione del rapporto tra Stato e Regioni”.

L’Europa

Napolitano ha parlato anche di Europa, definendo positivo il semestre di presidenza italiana della Ue.  “L’Italia ha colto l’opportunità per sollecitare un cambiamento delle politiche dell’Unione Europea che accordino priorità al rilancio solidale delle nostre economie”, ha spiegato  non risparmiando la sua disapprovazione a chi invece vorrebbe abbandonare “l’alveo europeo”. “Non c’è niente di più velleitario e pericoloso di certi appelli al ritorno alle monete uniche attraverso la disintegrazione dell’Euro e di ogni comune politica anti-crisi. Non bisogna cedere alla sfiducia in tutta la politica”, ha aggiunto invocando “un recupero di ragionata fiducia in noi stessi, una lucida percezione del valore dell’unità nazionale”, che ha detto “sono le condizioni essenziali per far rinascere la politica nella sua accezione più alta, per rendere vincente quell’impegno molteplice e di lunga lena che i cambiamenti necessari all’Italia chiaramente richiedono”.

Corruzione e criminalità

Il capo dello stato ha fatto riferimento anche al recente scandalo di Mafia Capitale.  “Un sottosuolo di marciume da bonificare”, per poi “affrontare le più gravi patologie di cui il nostro paese soffre: a cominciare da quella della criminalità organizzata e dell’economia criminale e da quella di una corruzione capace di insinuarsi in ogni piega della realtà sociale e istituzionale, trovando sodali e complici in alto”.”Solo riconquistando intangibili valori morali la Repubblica potrà andare avanti. Non lasciamo che a occupare lo spazio siano solo italiani indegni”, sono state le sue dure parole. “Rendiamo omaggio agli italiani esemplari”, ha sottolineato facendo riferimento agli uomini e donne che hanno reso grande l’Italia. “Siamo orgogliosi di questi italiani campioni di cultura e di solidarietà.Come Fabrizio, il medico di Emergency accorso in Sierra Leone per curare i colpiti dal virus Ebola anche a costo di esserne contagiato e rischiare la vita. O come Serena Petriucciolo , ufficiale medico della Marina che sulla nave Etna ha aiutato – nella notte di Natale – una profuga nigeriana a dare alla luce la sua bimba. E che dire della perizia e generosità di cui gli italiani lanciatisi a soccorrere i passeggeri del traghetto in fiamme sulla rotta tra la Grecia e l’Italia hanno dato prova?”. Napolitano ha citato anche l’astronauta Samantha Cristoforetti, la scienziata dei Cern di Ginevra Fabiola Gianotti e Poi Papa Francesco.

Il presidente ha parlato anche della crisi.”La questione chiave è il dilagare della disoccupazione giovanile e la perdita dei posti di lavoro”, ha detto invitando a un ulteriore sforzo collettivo, perchè -ha spiegato- “dalla crisi mondiale purtroppo non siamo riusciti a sollevarci”. Ciò che serve è il “recupero di una ragionata fiducia in noi stessi”. L’unica strada per “far rinascere la politica nell’accezione più alta”.

Infine il saluto e la promessa di restare “vicino a tutti”: “Ho così concluso l’appello che ho voluto indirizzare più che ai miei naturali interlocutori istituzionali, a ciascuno di voi, come persone, come cittadini attivi, perchè da ciascuno di voi può venire un impulso importante per il rilancio”.

 

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