Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Cineturismo nel Leopardi di Martone

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Non è uscito che da poche settimane, ma Il giovane favoloso ha già fatto parlare tanto di sé, raggiungendo risultati esplosivi quanto inaspettati. Il film è il felice esito della collaborazione tra produzione e territorio; territorio che sempre più spesso trova spazio nelle pellicole italiane e straniere, divenendo vero cuore dell’azione. Nasce da qui il Cineturismo.

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Il Cineturismo

In America, “Cineturismo” è ormai una parola di tutti i giorni. Gli Stati Uniti sono stati infatti i primi a rendersi conto delle potenzialità del cinema come strumento di promozione; l’immagine, sempre più centrale, è oggi divenuta strumento per coinvolgere e guidare il pubblico. Il Cineturismo di fatto è nato con la creazione negli anni ’40 di un’autorità che gestisse il dialogo tra territorio e produzione cinematografica, l’Association of Film Commissioners. Film Commission che in Italia sono apparse solo alla fine degli anni ’90. Ciò che richiama questa parola che fonde cinema e turismo, è un fenomeno socioculturale che ha dato vita a un diverso tipo di turismo: quello delle location, generato e stimolato dai film, dalle serie tv e fiction. Non solo attrazione verso i luoghi dei film, ma una spinta forte che si concretizza nel desiderio di visitarli, di rivivere le emozioni provate al cinema. Esistono vari tipi di cineturismi, così come diversi sono i generi di cineturisti, ma di fondo è questa spinta a viaggiare a dare vita a ciò che può essere considerato un fenomeno cineturistico.

Dal product placement al location placement

In Italia il Cineturismo è cosa nuova. Perché ancora più recente è il location placement, di cui il Cineturismo è l’effetto. Se gli inserimenti di prodotti all’interno dei film sono avvenuti più o meno da sempre, anche se una strategia precisa è stata studiata solo negli ultimi dieci-quindici anni, il cosiddetto location placement è stato “conquistato” con molta più fatica. Solo oggi si è arrivati a un coinvolgimento strutturato del territorio, grazie a più fattori: alla nascita delle varie Film Commission sparse per il paese, allo studio del modello statunitense, che sfrutta il location placement da decenni, e alla comprensione del ruolo sempre più forte che il cinema ha nel veicolare messaggi e soprattutto immagini. Oggi come non mai.

Il caso italiano

Il primo vero e proprio caso di location placement tutto italiano, quello dove ha avuto luogo una reale operazione di marketing che ha portato a risultati concreti, è stato Benvenuti al Sud. La Campania non è mai stata più bella e simpatica sullo schermo, e mai come con questo film si è riusciti a valorizzarla agli occhi del pubblico che è corso poi a frotte per visitarla, per rivivere un po’ di quel calore e di quell’allegria. Il paesino di Castellabate si è ritrovato travolto da migliaia di sconosciuti. Il turismo è aumentato del 75%, ed è continuato a crescere in maniera esponenziale per moltissimi mesi. Così sono stati organizzati tour e la città è diventata a tutti gli effetti meta di cineturismo. Mai location placement fu più riuscito. Il film ha valorizzato la regione. La regione ha valorizzato il film.

Pregi del location placement per territorio e cinema

Per il cinema collaborare con il territorio è un’occasione irrinunciabile: si può accedere agli aiuti finanziari della regione e avere il supporto in loco di figure professionali, avere alle spalle l’intero territorio che appoggia la produzione dall’inizio delle riprese all’uscita della pellicola. E ancora mesi, se non anni di iniziative, oltre alla possibilità di lavorare immersi negli splendidi paesaggi italiani. Per il territorio è una manna dal cielo, un’operazione che può risollevare le sorti del turismo, impiegare personale, aumentare il flusso di visite, cineturisti e semplici curiosi, a patto che l’identità territoriale venga messa a fuoco e resti integra. Un territorio che non ha un’identità precisa sullo schermo, infatti, finirà per raccogliere solo frutti marci da questa operazione.

Il giovane favoloso: un location placement al cubo

Dietro al film di Mario Martone c’è una strategia di location placement all’ennesima potenza; Perché non solo si poggia sul territorio, ma riguarda un personaggio culturale del territorio stesso, Giacomo Leopardi. Oltre ai paesaggi, alla bellissima Recanati, le Marche sono costellate di musei sul grande poeta, la sua casa è persino visitabile. È tutto perfetto per un location e anche product (se si riesce a considerare solo per un istante Leopardi un “prodotto”) placement, e sembra scritto apposta per valorizzare la regione tutta. Un caso felice.

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La strategia di location placement delle Marche

Le Marche sono sempre state una terra poco battuta dal cinema. Difficile da collocare, spesso confusa con altre regioni, ancora più spesso utilizzata in modo “anonimo” per ricreare altri tipi di paesaggi.
Con Il giovane favoloso la Film Commission delle Marche, nata proprio per promuovere l’immagine del territorio, si è trovata tra le mani una possibilità unica, perché Giacomo Leopardi fa parte delle sue radici, e questa opportunità permette di ricostruire il senso d’identità del territorio, di tornare alle origini e riscoprire l’orgoglio di sé, restituendo quell’immagine di terra verde, accogliente e genuina. Lo aiuta a inquadrare di nuovo la regione, un territorio che Giacomo ha vissuto fino in fondo e che ha amato talmente tanto da ricordarlo sempre nel corso della sua vita, anche da molto lontano.

 

 

Cineturismo: tour e luoghi

Il location placement si accompagna a tutta una serie di iniziative volte a supportare il film e il territorio. In particolare Il giovane favoloso ha impegnato 200 professionisti tra comparse e maestranze, 30 ditte fornitrici e oggetti di scena sono stati messi a disposizione dai musei, e diverse sono state le location: Recanati, Macerata, Loreto, Castelfidardo, Osimo. A settembre è stato organizzato l’Infinito Tour. Il percorso ha toccato diverse tappe della vita del giovane poeta: dalla Santa Casa di Loreto al centro storico, da Osimo alle splendide chiese e ai palazzi nobiliari. Fino a raggiungere la casa di Leopardi a Recanati. E ancora la piazzetta del Sabato del Villaggio, dove Giacomo finiva per incontrare sempre Teresa Fattorini (alias Silvia), la stessa casa in cui questa è vissuta, e i luoghi dove il poeta passeggiava quotidianamente, compreso l’“ermo colle”.

Le future iniziative legate al film

Le iniziative non si esauriscono però con l’uscita de Il giovane favoloso. Partiranno ancora tutta una serie di progetti culturali volti a promuovere il territorio. Le guide professionistiche del circuito museale condurranno tour specifici sui luoghi leopardiani. Dalla fine dell’anno verrà lanciato un “movie-tour”, che diventerà un itinerario cine-turistico fisso, seguibile anche attraverso l’app gratuita curata da Marche Film Commission.
Questa è una strategia di cineturismo a tutto tondo. Questo è ciò che può fare il cinema per il territorio, ma anche il territorio per il cinema, perché come affermava il regista Davide Ferrario: “sono i luoghi che fanno i film”.
Ilaria Pasqua

 

 

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