Non preoccuparti di cosa sta per fare qualcun altro.
Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo.

Alan Kay

Non conta l’ora, le mamme della rete sono sempre connesse!

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Il proprietario di una farmacia lo riconosci perché è sempre il più abbronzato di tutti. Ci ho fatto caso in questi giorni di febbre continua: “La tachipirina al bambino ogni quattro, sei o otto ore?”. “Dipende, signora. Ha sentito il pediatra?”. Sono ore tremende, soprattuto di notte quando ogni piccolo dubbio si amplifica fino a diventare incredibilmente mostruoso: “Trentasette e mezzo è febbre?”. Sono le tre del mattino, fuori batte una pioggia incessante. Quando lanci il tuo sos nelle rete c’è sempre sveglia una mamma dall’altra parte del filo. Qui a Cornaredo siamo tutti ammalati, scrive in chat una certa Solange. Un po’ ti rincuora.

febbre-bambinoPerennemente connesse, infaticabili, agguerritissime contro il pediatra. “Ma come ha fatto a capire che ha la gola arrossata chiacchierando semplicemente al telefono? Vuoi un consiglio? Cambia dottore”. Le mamme hi-tech su febbre e dintorni dispensano in chat numerosi consigli. Tosse canina? Il rimedio è tra i più naturali: porta il bambino in bagno, apri tutti i rubinetti dell’acqua calda e fanne scorrere tanta fino a formare vapore. Sarà. Ma tu non dormi da giorni, il bambino mangia pochissimo e le difese ti stanno dando forfait. Con la testa poggiata al cuscino bollente passi in rassegna le persone che possono averlo infettato, dallo starnuto del vicino nell’ascensore alla mano della signora che gli ha carezzato la faccia al supermercato. Conti uno ad uno i possibili untori come di notte si fa con le pecore, ne cerchi gli indizi alla stessa maniera di quando un tempo cercavi segnali per capire (hai visto mai) se tuo marito ti stesse tradendo. E il bambino ancora non frequenta l’asilo. “Stai bene tesoro? Vieni qua, fammi sentire la fronte”. Riprendi il tuo tablet in attesa dell’alba.

Nelle chat sui malanni si trova di tutto. Coliche, puntini rossi, ghiandole ingrossate. E’ un universo infinito. In Emilia ad esempio in questo momento hanno solo epidemie di pidocchi. Poi verrà il tempo delle malattie esantematiche, la varicella, ci sarà anche l’otite, adesso a Roma pare giri la scarlattina. Vorresti chiudere per un attimo gli occhi e sognare una spiaggia assolata – l’azzurro del mare, le palme e una barca che ti porta lontano – quando su Facebook arriva l’sos di una madre: è ricoverata d’urgenza. Le sue parole ti fanno d’un tratto precipitare nel vuoto. Codice rosso. Contrazioni. Ventidue settimane. Succede che litighi col tuo compagno, lui va via di casa e non risponde ai messaggi. Assurdo, eppure succede. Lei continua a chiamarlo, adesso è sola su una barella di un pronto soccorso. Invece lui ha definitivamente spento il telefono. La donna, che non ha né un volto e neppure un nome, affida il suo dolore alla rete: pregate per il mio bambino. Sono le quattro di notte e più di cento mamme rispondono.

Fiorella Corrado

L'Autore

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