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Gianni Rodari

Medio Oriente: no di Arabia Saudita e Egitto a operazione su Rafah

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Un rifiuto categorico saudita-egiziano di qualsiasi operazione israeliana

Il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, e il suo omologo egiziano Sameh Shukri hanno affermato oggi il loro rifiuto categorico di qualsiasi operazione militare israeliana nella città di Rafah, a Gaza e ai tentativi di sfollamento forzato contro i palestinesi.

Il ministero degli Affari Esteri egiziano ha dichiarato in una nota sulla sua pagina Facebook che le due parti hanno discusso degli sviluppi della guerra israeliana a Gaza a margine della partecipazione dei due ministri alle riunioni dei ministri degli Esteri del G20 tenutesi nella città brasiliana di Rio de Janeiro.

In mezzo alla crescente preoccupazione internazionale per il previsto attacco israeliano alla città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, e ai timori per l’afflusso di migliaia di sfollati palestinesi verso il Sinai in Egitto, i due ministri arabi hanno discusso delle conseguenze di un’operazione di sicurezza israeliana in quella zona.

Nel comunicato si legge che Shukri ha discusso con il principe Faisal le necessarie linee d’azione nel quadro del Gruppo Arabo e a livello di azione multilaterale per ridurre la crisi a Gaza.

Durante l’incontro con il suo omologo saudita, il ministro egiziano ha anche sottolineato la responsabilità giuridica e umanitaria che hanno le parti internazionali per fermare la guerra contro la Striscia di Gaza e raggiungere un cessate il fuoco immediato.

Shukri ha denunciato la ripetuta incapacità del Consiglio di Sicurezza, di emettere una risoluzione di cessate il fuoco sullo sfondo del veto americano, sottolineando che la mancata emissione di una risoluzione solleva interrogativi sulla fattibilità e credibilità delle regole e dei meccanismi di lavoro del Consiglio di Sicurezza il sistema internazionale.

Secondo il comunicato, Shukri ha discusso con il principe Faisal delle crescenti tensioni nella regione sullo sfondo della situazione a Gaza, comprese le minacce alla sicurezza della navigazione nel Mar Rosso.

I due ministri hanno sottolineato che continueranno i contatti con le varie parti per sostenere gli sforzi di mantenere la calma e prevenire l’espansione del conflitto nella regione. Hanno convenuto di continuare il coordinamento per limitare la crisi a Gaza e contenere le sue ripercussioni.

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