Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi,
molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

MELANIA MAZZUCCO A FQ: “LA LETTERATURA RESISTERA’ AL FUTURO E LO RACCONTERA'”

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La letteratura non è un genere destinato a tramontare. In un’intervista a FUTURO QUOTIDIANO, rilasciata a margine della cerimonia del Franco Cuomo International Award , Melania Mazzucco, tra i più grandi scrittori italiani contemporanei, sostiene che l’esigenza di leggere storie, di raccontare e di raccontarci non si esaurirà mai perché è un’esigenza che appartiene alla natura stessa dell’uomo. Così come difficilmente il romanzo stampato su carta cederà il passo a quello pubblicato su e-book.

Autrice di numerosi saggi e grandi storie, tra cui ricordiamo “Vita” con il quale nel 2005 conquistò lo “Strega” e “Un giorno perfetto”, portato sul grande schermo da Ferzan Ozpetek, Mazzucco, di cui è uscito in questi giorni , il nuovo libro “Il museo del mondo”, pubblicato da Einaudi, 52 storie dedicate alle opere di 52 artisti, da Giotto a Paul Klee, è stata premiata per “Sei come sei”, sempre di Einaudi, in cui racconta la storia di Eva, ragazzina adolescente come tante, ma figlia di due padri, una storia che parla al cuore, arriva fino alla sua ultima porta,  accompagnando il lettore in un inedito  percorso, durante il quale  ne sgretola  con delicatezza ogni pregiudizio.

 letteratura melania mazzucco

A proposito del suo romanzo “Sei come sei”, come mai ha scelto di raccontare la storia di una famiglia diversa?

E’ il proseguimento del mio lavoro che ha avuto spesso al centro una riflessione sulla famiglia. Mi sono occupata di famiglie di grandi artisti, come Tintoretto, ma anche della mia famiglia, una famiglia di emigranti come tanti nel corso del Novecento. E poi ho scritto di famiglie devastate dai delitti, come in un “Giorno Perfetto”. Così mi è stato naturale parlare dell’ultimo tipo di famiglia, una famiglia la cui realtà nella società italiana è piuttosto recente: quella composta da genitori dello stesso sesso, omogenitoriali, si dice adesso. Ho pensato che fosse giunto il momento di raccontare una storia ai lettori di qualcosa che sembra a tutti molto lontano, ma che in realtà ci riguarda da vicino, più di quanto possiamo pensare. Volevo raccontare la storia di una bambina cresciuta in modo diverso.

Sta lavorando a un nuovo romanzo?

Sto seguendo il “Museo del Mondo”, il mio ultimo libro, che è uscito proprio questa settimana. E’ la raccolta dei miei scritti d’arte, 52 storie di 52 capolavori, tra cui ci sono comunque opere non necessariamente così conosciute della storia dell’arte mondiale, che è l’altra mia grande passione, l’altro mio grande interesse. Amo la pittura moderna, ma anche contemporanea.

Qual è, a suo avviso, sulla scena internazionale, il più grande scrittore dei nostri giorni? Ce n’è qualcuno che lei preferisce in particolare?

E’ difficile fare un nome soltanto. Diciamo che in questo momento ci sono Oltreoceano molte grandi narratrici donne. Penso a Toni Morrison, a Joyce Carol Oates, a Elizabeth Strout per fare qualche nome. Hanno saputo innovare e innovare dentro la tradizione del romanzo. Questo è sicuramente un filone che a me interessa molto. Però sono curiosa anche come lettrice. A volte delle voci interessanti possono venire da tutto il mondo, a volte può capitare di leggere uno straordinario romanzo che viene dall’Est, dall’Ungheria, per esempio, o dal Nordafrica.

Si dice che la letteratura, con l’avvento di internet, stia vivendo un momento di profonda crisi. Secondo lei, il romanzo, così come lo conosciamo e lo amiamo oggi, ha ancora un futuro?

E’ difficile fare profezie. Non sono in grado di vedere troppo lontano. Credo che la letteratura in tutti questi anni abbia sempre saputo risorgere dalle proprie crisi, crisi legate ai cambiamenti della società, che è cambiata. L’ esigenza di leggere le storie, di raccontare, di raccontarci all’interno delle storie non può cambiare. Penso che appartenga alla natura stessa dell’uomo. E dunque il romanzo, la narrazione, l’autofiction, l’autobiografia, sono un modo di riflettere sui nostri cambiamenti. La letteratura saprà adattarsi. Poi non sarà importante come leggeremo, se leggeremo su carta o su schermo. Forse leggeremo ancora su carta tutto sommato, perché alla fine su schermo studiamo e facciamo altre cose. Sono convinta che il momento di raccoglimento davanti a un libro rimarrà ancora per parecchio tempo uno dei nostri grandi piaceri.

 

Sara Pizzei

L'Autore

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