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Alan Kay

Sole e vento per rilanciare l’energia del “Mena”

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Il mercato delle energie rinnovabili si spinge oltre i confini occidentali. L’obiettivo: il Medio Oriente e il Nord Africa. Due Paesi da non sottovalutare e in cui nel giro di pochi anni potremmo assistere a una vera ristrutturazione del sistema energetico. Questo è quanto emerso dalla quinta edizione della Conferenza annuale sull’energia del deserto, che si è svolta a Roma lo scorso martedì. Un summit che ha riunito funzionari, aziende e industrie del settore e un’occasione per mettere in luce il futuro energetico della regione del Mena (Medio Oriente e Nord Africa).

Nuove forze ‘energetiche’ si stanno muovendo

mesaNuove forze si stanno muovendo. La capacità di energia rinnovabile del Mena pare infatti destinata a raddoppiare già entro il 2015. Un esempio viene dall’Egitto dove sono in atto, come dichiarato da Mahmoud Azia, presidente esecutivo dellAutorità energie nuove e rinnovabili (Nrea), al Cairo Post, “nuove strategie e piani ambiziosi nonché politiche stabili verso il radicamento delle energie rinnovabili nel sistema energetico”. Tradotto in concreto il governo del Paese africano ha in mente un piano per la produzione di 2.300 megawatt di energia fotovoltaica e 2 mila di energia eolica entro i prossimi due anni. Il problema egiziano infatti è la non diversificazione del sistema energetico. Basti pensare che fino ad ora il 92% dell’energia prodotta deriva infatti dal combustibile.

I cambiamenti della Regione araba

E in quanto a cambiamenti, la Regione araba non è da meno. Per la prima volta anche qui si parla concretamente di energie rinnovabili attraverso una strategia messa a punto dalla Lega araba lo scorso anno. Una strategia che, come è stato spiegato al Cairo Post dal capo della Lega araba di Enery Administration, Gamila Youssif Matar, “mira ad aumentare la quota di energie rinnovabili nel sistema energetico” e lo fa basandosi su due assi: aumentare la quota di energie rinnovabili nel sistema energetico e creare un piano di lavoro per fornire assistenza e aiutare altri paesi ad attuare i loro progetti in questo settore.
Il punto a favore di questi luoghi arabi è la crescita delle risorse naturali e delle richieste per il miglioramento della zona. Miglioramento che però in cambio chiede maggiori investimenti nel settore.
Una situazione questa che, come è stato illustrato nel corso della quinta conferenza annuale sull’energia del deserto, è stata trascurata troppo a lungo e che invece ora sembra aver subito un netto cambio di rotta. Sole e vento quindi i futuri alleati del Mena?

Anita Zeipi

L'Autore

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