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Gianni Rodari

Mentre l’Europa arretra nella trappola della sanzioni, la Russia si propone

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europaLe sanzioni europee alla Russia varate in luglio e rafforzate lo scorso settembre a causa della crisi ukraina, vietano a banche ed a imprese russe di finanziarsi sul mercato dei capitali europei e limitano l’export di tecnologia nel settore energetico. Le società russe più colpite da questi provvedimenti sono quelle del settore petrolifero, Gazpromneft, Rosneft e Transneft. In risposta la Russia ha applicato delle controsanzioni che sono costate all’Italia una perdita per mancate esportazioni per quasi 3 miliardi di euro. Le esportazioni italiane infatti nel 2014 sono scese dell’11,6% a quota 9.5 miliardi e quelle russe hanno perso il 20% a quota 16 miliardi e l’andamento nei primi mesi del 2015 ha accentuato la tendenza al ribasso con una flessione del 30% del Made in Italy. Intanto l’Europa estende le sanzioni, che scadevano il 31 luglio di questo anno, per altri sei mesi e la Russia di rimando proroga l’embargo sui beni alimentari, settore dove l’Italia paga le più alte conseguenze. Le sanzioni hanno creato un deterioramento dell’economia Europea e di quella Russa, ma l’economia Russa “si sta riprendendo, ha alzato le spalle alle crisi ed è andata oltre, a dispetto di quanti l’avrebbero voluta vedere e tenere isolata dal resto del mondo” ha affermato Putin al Forum economico di San Pietroburgo che si è tenuto dal 18 al 20 giugno,, “abbiamo risposto alle sanzioni occidentali ampliando la libertà e l’apertura della Russia, creando le condizioni per fare affari e per commerciare con nuovi mercati”.

Romano Prodi è intervenuto al Forum

Romano Prodi Intervenendo Forum all’incontro dal titolo “ Una roadmap per il riavvicinamento tra Europa e Russia” riguardo le sanzioni e le controsanzioni ha detto” sarebbe opportuno cambiare rotta, tutti ci perdono in questo conflitto, sarebbe di buon senso trovare un ambito di interessi comuni e mostrare buona volontà, l’Europa si sta infilando in una trappola”. Il sistema Europa e il sistema Italia ne stanno uscendo gravemente danneggiati. Da non sottovalutare che “ l’Unione Economica Euroasiatica tra Russia, Bielorussia, Kazakhstan, Armenia e Kyrgyzstan” sta stringendo accordi importanti ad Est, con Cina, India , Vietnam, e anche con il Medio Oriente. Questo nuovo baricentro economico rischia di mettere all’angolo i rapporti commerciali con il mercato europeo. L’interesse per la rotta asiatica, in particolare per la Cina, si sta evolvendo molto velocemente e la firma di grandi progetti come l’accordo per la “costruzione della cintura economica” lunga 8mila km. Costituita da itinerari terrestri, marittimi e fluviali ne è la conferma.

L’Europa del nord firma un accordo con la Russia per la costruzione di un pipeline

Intanto, mentre Bruxelles conferma il prolungamento delle sanzioni al prossimo gennaio, Aleksej Miller, ceo di Gazprom, firma un protocollo di intesa per costruire un gasdotto attraverso il Mar Baltico verso la Germania, insieme alla tedesca E.On, all’anglo-olandese Royal Dutch Shell, all’austriaca Omv.Com , con una capacità di 55 miliardi di metri cubi l’anno; gli Stati Uniti con la IBM East Europe/Asia, firmano con la Russia un accordo di cooperazione e iniziative congiunte nell’ambito dello sviluppo tecnologico e la Casa Bianca toglie “il bando” ai suoi imprenditori imposto lo scorso anno. A dispetto delle sanzioni, l’interscambio tra Russia e Usa, in questi mesi è amentato, mentre l’Europa frena; la Grecia firma un memorandum per far passare il gasdotto Turkish Stream attraverso il territorio greco che in questo tracciato si chiamerà “ gasdotto dell’Europa del Sud”, l’opera il cui costo stimato è di 2 miliardi di euro, inizierà il prossimo anno e verrà terminata nel 2019. E l’Italia? L’Italia ha disdetto la realizzazione del South Stream, che avrebbe fatto del nostro Paese il centro di smistamento del gas russo per l’Europa del sud, senza contare che i progetti e le infrastrutture utilizzati per la realizzazione del gasdotto greco sono quelli progettati per il pipeline South Stream, e faranno transitare tra la Turchia e la Grecia 47 miliardi di metri cubi di gas all’anno che saranno immessi nel mercato europeo.

Molto si gioca, il settore petrolifero è quello più coinvolto.

Il forte abbassamento del prezzo del petrolio e il rafforzamento del dollaro Usa hanno creato forti danni europaall’economia russa, ma non solo alla Russia. Eric Rosenthal, senior director di Fitch, ha spiegato alla Bloomberg che la componente energia è cresciuta così in fretta che i ribassi delle materie prime hanno davvero pesato. Se i prezzi del petrolio sono depressi c’è un reale rischio di default per le società americane che commercializzano lo shale oil poiché queste si sono finanziate in buona parte con delle obbligazioni spazzatura, e i casi di insolvenza si stano moltiplicando. Un rapporto diffuso da EIA ( Energy Information Administration) indica che, esclusi i giganti del settore, a causa degli alti costi produttivi, le società di servizi all’industria petrolifera e gli addetti all’estrazione vertono in grave difficoltà. I produttori indipendenti di Oil & Gas nordamericani hanno visto crollare il risultato netto del 574%: da un utile di 2.9 miliardi ad una perdita complessiva di 13.9 miliardi di dollari ( i dati si riferiscono a 57 società). Goldman Sachs, che ha analizzato 29 produttori USA di shale oil , prevede che quest’anno il debito netto sarà in media il doppio dell’ Ebitda ( nel 2014 erano all’incirca pari) I Brics e l’assemblea parlamentare. I BRICS l’8 giugno scorso si sono riuniti a Mosca per discutere la creazione di una assemblea parlamentare, il cui compito dovrebbe essere quello di integrare le legislazioni dei Paesi membri. Altro compito il coinvolgimento della comunità parlamentare nella risoluzione di problemi urgenti, come ad esempio la limitazione della diffusione delle armi nucleari o la riforma degli istituti internazionali, la riforma del Fondo Monetario Internazionale, la difesa del diritto internazionale, regolamentazione dello spazio informatico. Il fermento è grande, e tanti Stati hanno saputo trasformare le sanzioni in opportunità. L’isolamento economico della Russia ha messo in moto la capacità di resistenza e di reazione di questo popolo spronandolo a trovare nuove soluzioni. La politica europea frena il passo all’economia, ma non per tutti. Come ha detto Romano Prodi al Forum economico di S.P. “ questo sembra ormai un treno senza controllo”.

Simona Agostini

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