Che ognuno avrà il futuro che si conquisterà.

Gianni Rodari

E il mercato degli smartphone parla sempre più cinese

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Non potevano non arrivare i cinesi anche nel mercato più in espansione che esista: è iniziata infatti l’era degli smartphone cinesi. Più in generale le aziende asiatiche occupano ora stabilmente 4 posizioni su 5 nella classifica delle aziende leader del settore secondo i numeri di Gartner, con le sole eccezioni di Samsung (Corea) e Apple (USA) a guastare la festa. Le tendenze però sono chiare: le società che hanno il proprio quartier generale nella Repubblica Popolare sono in ascesa, Apple tiene duro, Samsung deve cedere una fetta del suo primo posto.

smartphoneUn mondo di smartphone

Interessante il dato di come si sia trasformato il mondo della telefonia: gli smartphone sono ormai il 66 per cento del mercato, vale a dire che la maggior parte dei cellulari venduti del pianeta sono ormai molto diversi dai terminali che un tempo si limitavano a telefonare e mandare e ricevere messaggi da 160 caratteri. I marchi cinesi sono in crescita, complice soprattutto il prezzo che riescono a proporre per terminali ben equipaggiati: un gran numero di acquirenti che non intende svenarsi per comprare uno dei due marchi più blasonati opta per un’alternativa made in China. Per quanto attiene le quote di mercato dei sistemi operativi ormai la partita è praticamente chiusa: Android è solidamente in testa, con oltre l’83 per cento dei consensi, ma iOS si mantiene a galla (anzi risale fino al 12,7 per cento) mentre Blackberry e Windows Phone perdono terreno.

Dei marchi censiti, due su tutti attirano l’attenzione degli analisti. Il primo è Xiaomi, in solida ascesa, che si piazza al quarto posto della classifica con un “modesto” 5,2 per cento ma tallonando da molto vicino Huawei al 5,3 e quintuplicando le unità vendute in un trimestre rispetto a un anno fa. Considerato che Xiaomi vende quasi esclusivamente i suoi smartphone in Cina, mercato ritenuto fondamentale per il futuro nel quale è leader assoluto, è un risultato davvero rimarchevole: Lenovo, che pure è ben messa in Cina, si vede scalzata in questa classifica proprio da Xiaomi pur avendo lei stessa incrementato di quasi 2,5 milioni le unità vendute nel terzo trimestre del 2014. Xiaomi deve fare i conti con alcune faccende relative alla proprietà intellettuale (l’ultima l’ha vista sconfitta da Ericsson in India), e non è nuova a polemiche sulla somiglianza dei suoi prodotti con quelli altrui: tuttavia, nonostante ormai le news in questo senso non manchino, è evidente che la strategia aggressiva per aggredire un mercato difficile sta pagando.

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