"Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio".

Pietro Barilla

“Musica del divenire”, l’innovazione sbarca a Venezia

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Non di solo film vive la Biennale di Venezia. Alla Mostra del Cinema più famosa d’Italia, giunta quest’anno alla sua 71esima edizione e in programma dal 27 agosto fino al 6 settembre, arriva anche la musica del futuro. Il progetto, che fonde insieme arte e innovazione, è del compositore e polistrumentalista Louis Siciliano. Aluei, questo il suo nuovo nome, dopo il successo del suo tour mondiale, sbarca infatti al lido veneziano per presentare la colonna sonora del film “Io è morto”, per la regia di Alberto de Venezia, IPNOTICA PRODUZIONI.

La musica, l’innovazione della Mostra del Cinema di Venezia
aluei compositore Novità assoluta di questa musica che fa da cornice alla pellicola, presentata a Venezia il 1 settembre alle 17.30 nella Sala Pasinetti, è l’applicazione “Musica del Divenire”. Un’idea di grande innovazione grazie a delle tecniche cognitive che operano in tempo reale nell’emisfero destro del cervello, interagiscono con tecnologie all’avanguardia e dove gli strumenti musicali si fondono con le prassi esecutive delle grandi civiltà del passato (come quella Persiana, Celtica o Indiana). Una colonna sonora ‘d’impatto’, nata nel momento stesso in cui è stato visionato il film e che per la prima volta non è dettata solo dall’emisfero sinistro del cervello, ma viene fuori anche attraverso processi neuronali dell’emisfero destro.

Il progetto multisensoriale di Aluei
Un progetto multisensoriale dove Aluei suona da solo 80 strumenti musicali differenti, appartenenti a luoghi ed epoche diversi, in una colonna sonora che fonde insieme musica e tecnologia creando qualcosa di completamente innovativo. Nessuna improvvisazione ma una vera e propria composizione musicale, come la definisce l’artista. Un modo nuovo di concepire la melodia attraverso il quale vengono raccontate le note e le vibrazioni nascoste del film, ‘suonate’ dalle parole, dai movimenti degli attori, dai colori, così come dai movimenti e dai silenzi racchiusi nella pellicola.

Il significato di un nuovo modo di fare musica
E per spiegare meglio questo nuovo genere compositivo l’artista utilizza un piccolo racconto che riesce in poche righe a racchiudere il significato del suo progetto. E’ la storia di un pittore che venne incaricato da un imperatore di disegnare un granchio. Il pittore nell’accettare chiese però una villa, dodici servitori e cinque anni di tempo. Trascorso il periodo, l’imperatore gli fece visita, apprendendo che l’opera non era ancora pronta e che occorrevano altri cinque anni. Passati anche questi, tornò e chiese nuovamente il disegno. Il pittore allora si fece portare dal domestico un foglio e un pennello e in un istante disegnò il più bel granchio che si fosse mai visto.

Sara Pizzei

L'Autore

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