«Lei sogna di ..far tredici? » Ma lo farà sicuro!

Gianni Rodari

Jerry The Bear: un peluche per la salute dei bimbi

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Che il gioco fosse il miglior modo per insegnare ai bambini le buone abitudini, ce lo aveva già inculcato la disneyana Mary Poppins con il suo celeberrimo ritornello “basta un poco di zucchero e la pillola va giù”. In questo caso, lo zucchero è sempre protagonista ma in un’accezione un po’ diversa, quella del “sorvegliato speciale”. Perché l’orsetto di peluche Jerry agli zuccheri deve stare attento, essendo egli affetto dal diabete di tipo 1. E, con lui, dovrà stare attento anche e soprattutto il suo piccolo padrone, che ha il compito di prendersene cura.

Prodotto negli Stati Uniti, Jerry The Bear è infatti un pupazzo progettato per insegnare ai bambini diabetici come gestire la propria malattia cronica. Un giocattolo interattivo, munito di un vero e proprio kit di intervento per diabetici, con penna per le iniezioni di insulina e rilevatori di glicemia.

pelouchePrendersi cura di Jerry, prendersi cura di sé

Spesso conosciuto proprio con il nome di “diabete infantile”, il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune che insorge prevalentemente nei bambini e negli adolescenti. L’organismo di chi ne è affetto, non è più in grado di produrre insulina, ormone che consente di regolare l’utilizzo del glucosio da parte delle nostre cellule. Una malattia cronica, che, dal suo esordio, costringe il paziente e la sua famiglia ad adottare specifiche abitudini quotidiane per poter tenere sotto controllo eventuali effetti collaterali, come crisi ipoglicemiche o iperglicemiche.

Non è facile insegnare corrette abitudini alimentari a un bambino, o fargli capire che deve controllare il proprio tasso glicemico e regolare l’assunzione esterna dell’insulina che il suo corpo non produce più da solo. Ma Jerry The Bear, col suo morbido pelo bruno e il suo sorriso rassicurante, è stato fatto apposta per questo difficile compito. “Tutte le famiglie che lo hanno acquistato finora – racconta il suo designer, Aaron Horowitz – ci hanno detto che Jerry ha insegnato ai propri bambini a contare i carboidrati, a superare la paura delle iniezioni e, in generale, a sentirsi meno a disagio con la propria malattia. Ora ci piacerebbe riuscire a estendere l’uso di Jerry anche in altri casi di patologie croniche, stiamo già testando nuovi prototipi di peluche indirizzati ai bambini con intolleranze alimentari o con l’asma”.

Il segreto del peluche sta infatti nell’empatia che si realizza tra lui e il bambino.

Accanto alla tenerezza che, spontaneamente, un peluche suscita sempre nel suo piccolo possessore, in questo caso siamo di fronte ad un vero e proprio processo di immedesimazione e di condivisione dei propri problemi. Imparando a prendersi cura e a capire i meccanismi della malattia di Jerry, il bambino impara a prendersi cura di sé.

Il giocattolo è studiato nei minimi particolari: il bambino può dare da mangiare all’orsacchiotto tramite delle tessere-cibo che raffigurano diversi alimenti. Un dispositivo nella bocca di Jerry rileva la quantità di zuccheri presenti nei “cibi” che gli vengono somministrati e un display sulla sua pancia indica di quanta insulina egli ha bisogno. Anche sulle sue zampe ci sono dei sensori per rilevare il tasso glicemico e, in diverse zone del pelouche, contraddistinte da toppe di diverso colore, il bambino può praticare le relative iniezioni di insulina di cui Jerry ha bisogno. Jerry The Bear è prodotto dalla Sproutel , un team di giovani ingegneri, designer e informatici americani ed è venduto, per ora, solo negli Stati Uniti oppure è acquistabile online, sul sito della Sproutel, al prezzo di 299 $.

peloucheIl “fratello maggiore” di Jerry, Teddy the Guardian

Ma il “primo smart – teddy bear sul mercato”, come recita la pubblicità sul suo sito , è stato Teddy the Guardian, una realizzazione tutta europea del 2013 che ha ricevuto un debutto mondiale al CES di Las Vegas all’inizio di quest’anno. Frutto del lavoro di due giovani imprenditrici croate, Ana Burica and Josipa Majić, Teddy è un orsacchiotto in grado di monitorare alcuni parametri di base relativi alla salute del bambino, come la temperatura corporea, l’ossigenazione nel sangue e il ritmo cardiaco, senza stressarlo. Tutte queste rilevazioni vengono effettuate in un modo semplice e rapido dal pelouche, che ha un sensore nascosto nella zampa: basta che il bambino lo tenga per mano e il sensore sulla zampa di Teddy fa il resto. Immesso inizialmente sul mercato con lo scopo di essere utilizzato negli studi medici pediatrici, la richiesta dell’orsacchiotto è rapidamente cresciuta e molte famiglie hanno acquistato il giocattolo per sostituirlo, a casa propria, al più classico e inviso termometro.

“Il suo rivestimento esterno è interamente lavabile a 90° – racconta una delle sue ideatrici, Josipa – così da poter essere utilizzato senza problemi anche negli ospedali e, nella memoria interna del dispositivo, può anche essere caricata una canzone o una musica che piace al bambino, per rendergli il momento della “misurazione” ancora più piacevole”.

Ma le innovazioni tecnologiche, applicate al più classico dei giocattoli per bambini, non finiscono qui: con l’acquisto di Teddy, il genitore può scaricare un’applicazione per smartphone che gli consente di registrare le diverse misurazioni effettuate con l’orsachiotto, per condividerle poi con il proprio medico di famiglia o per poterle raffrontare nel tempo.

Giulia Di Stefano

L'Autore

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