La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai,
il futuro, rende la vita più semplice,
ma anche tanto priva di senso.

Italo Svevo

Qatar Philharmonic Orchestra. La musica che unisce

0

أوركسترا قطر السيمفونية… الموسيقى التي توحد

كتبت إلياريا باسكوا

 [ اينما الخلافات تقسم وتشتت فإن الموسيقى توحد . هذه هي فلسفة أوركسترا قطر السيمفونية ، الروح الشرق الأوسطية ذات الوجوه المتعددة …. هي وجوه أكثر من 100 عازف موسيقي يشكلون هذه

الفرقة .

لقد جاؤا من بعيد يتبعون الرؤيا ذاتها : عمل الموسيقى يشكل رسالة سلام لكل الشعوب وعموم الإنسانية وهي اي الموسيقى جسر يوحد عوالم مختلفة وبعيدة فيما بينها.

وجوه مختلفة و أرواح طليقة وحرة في قلب الشرق الأوسط وجدت بيتا لها هناك وعثرت على الطريق الصحيح للسير عليه . لم يكن طريقا واحدا ، انما عدة طرق تقود الى الداخل والى الخارج وتقود قبل كل شيء الى البعيد بل الى أبعد بعيد … بحثا عن اتصال.

هذه الموسيقى تريد محو المسافات وتحاول هدم الحواجز الجسدية والنفسية والغاء الفوارق والاختلافات.

هذه الوجوه تختلط في وجه واحد والأجساد المختلفة تصبح انعكاسا لجسد واحد ، في الوقت الذي تصعد به الموسيقى الى عنان السماء آمنة …. متناغمة… صادحة .. كصرخة سلام تصيب خوالج القلوب والعقول وتشدها مرة واحدة.

هكذا تصبح الموسيقى أداة معرفة وحرية ، صرخة تمزق الصمت ، قرع المسافر الذي لا يتعب على باب آخر يريد فتحه ، تصبح الموسيقى هنا رسالة وضعت داخل زجاجة مغلقة تم القاءها في البحر كي يلتقطها المرء ويستمع اليها.

الموسيقى تصبح الوحيدة القادرة على ان تتمكن الشعوب من اجراء عناق بينها … الأضواء سلطت على الموسيقيين وظلام القاعة غطى الجمهور…وتوحد الجميع في رقصة ساحرة استمرت طوال الليلة وجرى كل هذا في مسرح حديقة الموسيقى بروما.

على خشبة مسرح قاعة سانتا شيشيليا ، أحيت أوركسترا قطر السيمفونية ذكرى اثنين من عمالقة تأليف الموسيقى الرومانسية ، شاكوفسكي وراشمانوف مع الإيراني بهزاد رانجباران من كبار خبراء الموسيقى الفارسية القديمة المعاصرين.

ديمتري كيتاينكو حل في اللحظة الأخيرة مكان عازفة الكمان الكورية ، هان نا شانج و قاد أوركسترا الشرق هذه تحت أنظار حماس 2756 شخصا كانوا حضور الحفل.]

 

 

Dove le differenze dividono, la musica unisce. È questa la filosofia della Qatar Philharmonic Orchestra, anima mediorientale dai molti volti, quelli degli oltre cento musicisti che la compongono. Sono venuti da lontano, inseguendo la stessa visione: fare della musica un messaggio di pace per tutti i popoli dell’umanità, un ponte che unisce mondi talmente distanti da non riuscire quasi a sfiorarsi.

Tantissimi volti diversi, spiriti liberi che nel cuore del Medio Oriente hanno trovato la loro casa, e la strada giusta da percorrere. Non un’unica strada, ma tante  vie che conducono dentro e fuori, ma soprattutto lontano, il più lontano possibile, alla ricerca di un contatto. Questa è una musica che vuole cancellare le distanze, che tenta di distruggere le barriere fisiche e mentali, annullando le differenze.  I moltissimi volti si confondono in uno solo, le tante fisionomie diventano solo il riflesso di uno stesso corpo, mentre la musica si alza in cielo sicura e armoniosa, dirompente, come un grido di pace che avviluppa i cuori e le menti di tutti in un’unica stretta. La musica diviene così strumento di conoscenza e di libertà, un urlo nel silenzio, il bussare di un viaggiatore instancabile che cerca un’altra porta da aprire, un messaggio in una bottiglia gettato lontano che chiede solo di essere ascoltato.

La musica. L’unica capace di rendere possibile come nient’altro questo abbraccio tra popoli. Così, illuminati dalla luce del palcoscenico e nascosti dal buio della sala, musicisti e pubblico si uniscono in una danza incantata che dura tutta la notte È successo all’Auditorium Parco della musica di Roma. Sul palcoscenico della Sala Santa Cecilia, la Qatar Philharmonic Orchestra ha reso omaggio a due grandi compositori della musica romantica, Čajkovskij e Rachmaninoff, e all’iraniano Behzad Ranjbaran, uno dei massimi esponenti della musica contemporanea dell’antica Persia. Dmitrij Kitajenko, che ha sostituito all’ultimo momento la violoncellista coreana Han-Na Chang, ha diretto l’Orchestra d’Oriente, sotto lo sguardo estasiato di 2756 spettatori.

 

Ilaria Pasqua

L'Autore

Lascia un commento