Sogni, promesse volano... Ma poi cosa accadrà?

Gianni Rodari

Quella parte di Africa che ancora muore di colera

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epidemiadalla nostra corrispondente dal Ghana Antonella Sinopoli

Se l’epidemia di ebola in Ghana ha provocato finora soltanto paura e la decisione di attuare una ferma prevenzione attraverso il blocco degli atterraggi provenienti da Nigeria, Guinea, Liberia e Sierra Leone e il controllo delle frontiere di terra, c’è un’altra epidemia che torna puntuale come un orologio: il colera. E questa non è un’ipotesi ma la realtà. Sembra impossibile sapere esattamente il numero delle persone che finora sono state ricoverate con i sintomi, ma solo nella Greater Accra Region, quella che include anche la capitale, sono stati registrati 878 casi solo tra giugno e luglio, 15 i morti. Altri casi sono stati segnalati nei seguenti distretti: Ga Municipality, La Kwantana , La Dade-Kotopon, Ledzokuku-Krowor.

La situazione in alcune strutture ospedaliere pare al limite del collasso. Al La General Hospital, uno dei più rinomati ospedali di Accra, il personale medico – secondo quanto riportato da media locali – è stato costretto a mandar via pazienti per mancanza di letti per il ricovero. I dirigenti ospedalieri hanno poi deciso di destinare un dipartimento della struttura ai malati affetti dai sintomi della malattia.

coleraNon è un caso che la situazione più drammatica si registri proprio nella capitale e nelle aree circostanti a più alta densità abitativa. Il Paese manca, per molta parte, di servizi igienici e fognature. E i mercati, con l’assenza totale di un sistema di stoccaggio dei rifiuti, diventano un grande ricettacolo di infezioni facilmente trasmissibili. Si cucina, si vende, si dorme e si vive nello stesso identico posto.  Il colera, considerato oggi una “malattia della povertà”, perché si diffonda occorrono due elementi: sovrappopolazione e mancanza di igiene. Il problema principale nel trattamento della malattia sta nell’agire in tempo e integrare la perdita rapida di liquidi dell’ammalato. In sostanza, dicono i medici, dal 30 al 50% delle persone muoiono per disidratazione.

Il Ghana è sempre stato nella lista nera delle epidemia di colera. Nel 2011 in un solo mese – marzo – si registrano nella Greater Accra 4,190 casi e 36 morti. Nel totale dell’anno i casi furono 10,628 con 105 decessi. Nel 2011 su 37 epidemie di colera registratesi in 30 Paesi, 25 hanno interessato Paesi africani. I casi più gravi quelli in Congo, Ghana, Corno d’Africa. E, appunto, puntuale come un orologio, l’epidemia in Ghana è tornata nel 2012 con 5,600 persone infette. E oggi, eccola di nuovo. Alcuni residenti di Accra e Tema, altra grande metropoli dove si trova il più importante porto commerciale del Paese, lamentano la presenza di cumuli di immondizia non rimossi per settimane, anche mesi. Di fatto molte località presentano discariche a cielo aperto, cumuli di ogni sorta che crescono come montagne a vista d‘occhio. Vivere “spalla a spalla” con i rifiuti è normalità da queste parti e le lamentela e proteste – che pure non mancano – servono a poco.

Pare che il Governo abbia ora commissionato la realizzazione di una discarica nella municipalità di Ga Ovest. Il nuovo centro di raccolta rifiuti dovrebbe alleggerire la pressione sull’ormai stracolma Kpone a Tema in cui finora sono state sversate 2,500 tonnellate di rifiuti al giorno. Non è  un caso che l’ennesima epidemia di colera in Ghana sia scoppiata in corrispondenza con la chiusura, annunciata nel giugno scorso, della discarica, in cui era ormai impossibile riversare altro. Ancora una volta il Governo ghanese si fa trovare impreparato da un’emergenza che avrebbe potuto, e dovuto, largamente prevedere e anticipare.

Antonella Sinopoli

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