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Gianni Rodari

Quella strana reazione tedesca ad una manifestazione di solidarietà con la Grecia

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manifestazione“Germania, tu brutto pezzo di merda”. Per aver scritto questa frase su uno striscione, portato in piazza venerdì 3 luglio a Berlino in occasione di una manifestazione di solidarietà con la Grecia, 21 attivisti del gruppo Top (Theorie Organisation Praxis Berlin) sono stati fermati, controllati e poi denunciati a piede libero dalla polizia. Ai militanti le forze dell’ordine hanno contestato il reato di “vilipendio dello Stato”, previsto dal codice penale tedesco, paragrafo 90, e punibile con una sanzione pecuniaria o con la reclusione fino a tre/cinque anni. Nel giro di pochi giorni però la Procura di Berlino, interpellata dalla polizia, ha dato risposta negativa alla punibilità del gesto. “Il reato di vilipendio della Germania è previsto dal codice penale e lo striscione era effettivamente offensivo – ha spiegato Martin Steltner, portavoce della Procura, a Futuro Quotidiano – D’altro canto, la Costituzione e la Corte Costituzionale tedesca difendono le libertà civili e in particolar modo la libertà di parola. La polizia ci ha dunque chiesto una valutazione del caso e noi l’abbiamo data: a nostro avviso l’azione dei manifestanti non può essere considerata come ‘vilipendio dello Stato’ e quindi non è in questi termini punibile”. Se l’intervento della Procura sembra aver evitato ulteriori conseguenze legali ai militanti di Top, resta da spiegare come mai la polizia di Berlino si sia risolta ad adottare una misura che a molti, Procura compresa, è sembrata esagerata. Per cercare di capirne qualcosa di più, ci siamo rivolti all’avvocato Ulrich von Klinggraeff, il legale che ha preso in carico la difesa dei 21 militanti e che venerdì scorso è andato a trattare in piazza con le forze dell’ordine.

Avvocato von Klinggraeff, per quale motivo, a suo avviso, la polizia ha reagito in questo modo?

“Forse per diversi motivi. Intanto bisogna dire che il contenuto della scritta era piuttosto pesante. Posso anche pensare che la polizia non sapesse all’inizio precisamente cosa fare e che visto lo striscione, abbia deciso intanto di fermare gli autori e controllarne le generalità per poi vedere come si sviluppava la cosa. La mia impressione è il comportamento della polizia sia stato fuori luogo soprattutto qui a Berlino, città in generale molto liberale e tollerante. E del resto fuori tempo mi pare lo stesso paragrafo 90 del codice penale: questo ‘vilipendio della Germania’ sembra richiamare l’antica ‘lesa Maestà’. Negli anni ’70, cioè nel periodo della contestazione studentesca, il ricorso al paragrafo 90 era piuttosto usuale in Germania e lo stesso, anche se in misura minore, accadeva negli anni’50 e ’60. Negli ultimi decenni però casi simili sono diventati una rarità. Personalmente, come ho dichiarato anche alla stampa, in venti anni di attività sul campo qui a Berlino – e mi succede spesso di avere clienti che vengono da me per problemi legati alle loro attività politiche – non mi era mai capitata una situazione del genere”.

“D’altro canto però – prosegue von Klinggraeff – bisogna dire che se Berlino è nota per la sua liberalità e tolleranza, questo non vale purtroppo per i reparti di polizia impiegati nelle manifestazioni e che sono al contrario piuttosto conservatori. Con loro capita spesso di avere problemi, poiché hanno la tendenza a criminalizzare i manifestanti anche senza motivo – come in questo caso – e a disturbare o cercare di bloccare i cortei. Che si è poi quello che è successo venerdì scorso sull’Oranienplatz: il pedissequo controllo delle generalità degli attivisti di TOP ha avuto comunque l’effetto di bloccare il corteo e di far slittare la partenza di circa due ore”.

Si può pensare, avvocato, che fosse proprio questa l’intenzione delle forze dell’ordine?

“Dati alcuni precedenti, direi di sì, che si può pensare. E in questo caso non si tratterebbe di un comportamento corretto”.

E secondo Lei, avvocato, questa reazione in qualche modo esagerata della polizia berlinese, potrebbe essere collegata anche al dibattito piuttosto acceso sviluppatosi in Germania intorno alla crisi greca?

“Sì, è un’ipotesi che si può fare. In Germania in effetti è diffusa, da qualche tempo a questa parte, una forte antipatia verso la Grecia. L’impressione è che forse il governo tedesco vedrebbe con favore la caduta del governo Tsipras e l’avvento di un nuovo governo d’impronta conservatrice”.

Anche se un governo conservatore in Grecia, in questo momento, potrebbe significare la presenza di Alba Dorata, cioè di un partito di estrema destra?

“Beh, sì, in Grecia in questo momento, se venisse meno il governo Tsipras, gli sviluppi potrebbero andare in questa direzione”.

La procura di Berlino intanto ha dato responso negativo alla punibilità del reato in base al paragrafo 90. Cosa succederà adesso ai 21 attivisti denunciati?

“Io, in realtà, non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalla Procura in merito ai miei assistiti. Se però è vero quello che riportano i giornali, e che anche Lei mi conferma, allora la cosa termina qua. La Procura si è espressa negativamente sulla punibilità dell’atto e quindi il procedimento dovrebbe essere bloccato, senza altre conseguenze legali”.

Paolo Emilio Petrillo

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