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Rainer Maria Rilke

Sesso e felicità? Un binomio “quasi” perfetto

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sesso e felicitàÈ ormai opinione comune sapere che praticare una vita sessuale sana e regolare possa contribuire ad avere un buon stile di vita ed a prevenire vari tipi di malattia. Proprio per questo, nell’immaginario collettivo correva l’idea che fare sesso “aiutasse” le persone ad essere felici. In base a questa affermazione alcuni ricercatori della Carnegie Mellon University hanno intrapreso uno studio per poter valutare l’eventuale correlazione tra sesso e felicità. Negli ultimi anni ci sono state molte ricerche le quali confermano che una vita sessuale attiva fa bene alla coppia e aumenta la felicità, ma in realtà questo dato potrebbe essere letto anche al contrario. È per esempio molto probabile che le coppie felici abbiano rapporti più frequenti rispetto a quelle sommerse dai problemi, così come chi è sano ha probabilmente una vita sessuale più intensa a chi è spesso malaticcio.

In base a questa ipotesi di fondo i ricercatori della Carnagie Mellon hanno selezionato sessanta coppie eterosessuali e sposate tra i 35 e i 65 anni di età e li hanno divisi in due gruppi. Al primo gruppo  non è stata data alcuna indicazione, mentre al secondo è stato chiesto di raddoppiare la frequenza settimanale dei rapporti sessuali. Nello specifico ognuno dei partecipanti al test ha poi compilato tre questionari: uno all’inizio della ricerca, per stabilire il proprio livello di felicità; uno durante lo studio, finalizzato a misurare il livello di salute, il tipo di attività sessuale e il piacere che ne ricavava; l’ultimo dopo tre mesi, per misurare eventuali variazioni rispetto alla prima indagine. I risultati sono stati del tutto inattesi: le coppie alle quali era stato chiesto di aumentare la frequenza dei rapporti hanno effettivamente rispettato le indicazioni. Ma, in media, il loro livello di felicità non solo non è aumentato, ma è leggermente diminuito.

Indagini più approfondite hanno permesso ai ricercatori di scoprire che queste coppie, dopo tre mesi di “terapia” registravano un calo del desiderio e una diminuzione della soddisfazione derivante dal sesso. In base ai risultati pervenuti i ricercatori immaginano che questo potrebbe essere una specie di effetto collaterale del “sesso imposto”un po’ come accade al di fuori delle ricerche nelle coppie che hanno poco tempo per ritagliarsi degli spazi propri, anche per il sesso. L’idea è quella di ripetere lo studio aiutando i partecipanti a creare situazioni che favorissero il sesso spontaneo, per esempio fornendo alle coppie con figli un servizio di baby sitting e offrendo loro qualche serata in un albergo romantico. Forse, con la serenità necessaria per rilassarsi in maniera adeguata, i risultati potrebbero essere diversi…

Valentina De Maio

L'Autore

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