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Gianni Rodari

Perché il sesso non ha età

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sesso terza etàNell’immaginario collettivo quando pensiamo alle persone anziane, ai nostri zii, ai nostri nonni, c’è in mente l’idea di persone accoglienti, amorevoli, dedite alla casa e alla famiglia. Ideiamo che abbiano pochi interessi, perlopiù banali e ripetitivi, come le carte da gioco, le bocce, il cucito. Risalta l’immagine di un viso segnato dalle rughe, capelli bianchi e un corpo poco piacente, marchiato dal tempo, dai malesseri, un corpo asessuato, quasi svuotato dei suoi significati, dei suoi desideri. L’idea che questo corpo, invece, possa ancora desiderare sembra quasi inaccettabile, ma soprattutto l’idea che anche loro abbiano avuto e, magari, continuino ad avere una vita sessuale ci imbarazza quasi. Siamo abituati a vivere di stereotipi e quello della terza età, ci conduce lontano dalla realtà, una realtà in cui la sessualità, nell’accezione fisica e psichica, persiste seppur con diversa intensità ed espressività.

Tali stereotipi stanno via via cambiando, immaginando che il miglioramento delle condizioni di vita e le condizioni ambientali stanno progressivamente incidendo su questi stereotipi determinando un’inversione di tendenza, che contribuisce a sradicare la tendenza a considerare la sessualità in tarda età come disdicevole. Molte ricerche descrivono gli anziani come sessualmente attivi, smentendo, così, molti dei luoghi comuni sul rapporto tra vecchiaia e sessualità: il Censis, già nel 2000, sottolineava che circa il 75% della popolazione oltre i 60 anni si abbandonasse ai piaceri del sesso, dichiarandosi molto appagata. Gli studiosi la chiamano la “nuova vecchiaia”, perché gli anziani di oggi, a differenza di quelli di quarant’anni fa, escono la sera, viaggiano, divorziano, sono sportivi, sanno usare il computer e hanno una vita sessuale attiva.

Si potrebbe pensare che le evoluzioni nelle abitudini sessuali degli anziani, siano favorite dalla famosa pillola blu, il viagra, tuttavia questo aiutino che molti si concedono, indipendentemente dall’età, asseconda soltanto desideri sessuali di per sé già presenti: sono persone che dichiarano di avere ancora forti desideri sessuali e fantasie erotiche. La maturazione personale porta a vivere la pienezza della sessualità esplorandola con molta più consapevolezza, compensando la diminuzione delle spinte ormonali con il desiderio e l’unione emotiva: molte persone continuano ad avere una vita sessuale e affettiva fino ad età avanzata e riescono ad elaborarla positivamente di fronte all’invecchiamento.

Terza età vuol dire quindi, avere più tempo libero: è sinonimo di nuove opportunità, più svago, più amici e perché no, anche più avventure sentimentali e piccanti, soprattutto se si considera che insesso terza età età matura si vive una seconda primavera sensoriale, per cui anche se si hanno meno rapporti sessuali completi, è comunque alto il grado di soddisfazione. La terza età anagrafica non corrisponde più, e forse non ha mai corrisposto, ad una decadenza sessuale, anche se spesso l’attività sessuale è limitata, omessa o negata per timore di essere considerati ridicoli a causa dei pregiudizi e della stigmatizzazione sociale; infatti la visione pessimistica sulla vecchiaia che la nostra società offre e la scarsa informazione sulle normali modificazioni psico-fisiche, può indurre il soggetto di terza età, a vivere il suo corpo come privo di valore, e a sentirsi in colpa per i desideri sessuali provati, in quanto percepiti come poco consoni alla propria età.

Sembra che vivere la sessualità oltre una certa età sia immorale, ma dobbiamo pur accettare che nonostante l’età, la capacità di godere di quest’aspetto della vita permanga come fattore importante. Non è assolutamente preclusa l’attività sessuale come fonte di felicità e piacere psicofisico, come espressione di un rapporto maturo e amorevole, la sessualità va oltre la penetrazione, vive di affetto, sguardi e tenerezze; l’invecchiamento influenza la prestanza fisica, ma non il desiderio o l’attrazione, per cui i rapporti sessuali non sono impossibili, durante la terza età ci si innamora e si desidera con la stessa intensità dell’adolescenza, ciò che cambia sono solo le modalità. Con la terza età quindi ci troviamo di fronte non solo ad una sessualità diversa, ma anche ad un’affettività che privilegia gli aspetti affettivi, il bisogno di vicinanza e la necessità di sentirsi desiderati e apprezzati.

Valentina De Maio

L'Autore

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