Sogni, promesse volano... Ma poi cosa accadrà?

Gianni Rodari

Son tutti uguali i mariti del mondo

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mariti Se provi a digitare su google la parola “marito” google ti fornisce tutti gli aggettivi correlati più cercati su internet. Dunque: tutti uguali, pigri, non cambiano, non capiscono, mammoni, disordinati, immaturi, inesistenti, stanchi, quasi sempre nervosi. Se poi vai su una community prevalentemente di donne e digiti “i consigli delle mamme” allora la ricerca si affina parecchio di più. Ma se non sei una navigatrice provetta e tuttavia ami il sole e la bella stagione, il risultato non cambia. Basta uno stabilimento a dimensione famiglia e un ombrellone di fianco come l’altra domenica al mare. La mia vicina aveva chiesto al marito: ci pensi un po’ tu al bambino? Così l’uomo si è messo a giocare col figlio ma dopo nemmeno dieci minuti ha deposto paletta e secchiello. Avrà pensato di aver fatto chissà quale prodezza perché poi si è sistemato al lettino -un cappello di paglia sugli occhi- e li è rimasto a poltrire per ore. E’ in quel momento che le informazioni desiderate sono venute fuori nella maniera più semplice. “E’ perennemente stanco”, mi fa sottovoce. Anche il week end. Ha sempre sonno, ama il divano e sbadiglia parecchio. L’altra sera ad esempio che io davo l’ultimo biberon al bambino, lui viene a letto e mi dice: “buonanotte”. Poi si mette su di un fianco e nel giro di pochi secondi già dorme. “E se il bimbo si sveglia di notte?”, chiedo con una punta sarcastica. In fondo, già so la risposta: lui non lo sente. “A volte quando riposano e’ meglio”, aggiungo io sapendo già dove voglio andare a parare. Infatti lei, subito dopo ribatte: “Concordo! Al mattino presto quando si alza per andare al lavoro fa un tale rumore che puntualmente sveglia il pupo che è appena crollato”.

Nel frattempo ci avviciniamo alla riva senza mai perdere d’occhio i figlioli. Ci sono altri bimbi che giocano con intorno un capannello di mamme. Qualcuno piange. “Sai la la frase che dice sempre mio marito per ogni strillo di Francy?”. Rispondo all’istante: “ha fame o ha sonno, giusto?”. Esatto, non esiste altra chance. Un’altra mamma ascolta e sorride, aggiungendosi al coro. “Al ristorante?”. Mio marito seduto, io in piedi. “E se nella borsa del pupo manca qualcosa?”. Sempre colpa nostra. Saremmo andate avanti a parlare per ore, però poi mio marito e’ tornato a riprendermi. Era l’una passata. Io dovevo vestirmi, preparare il pupo, tutta la roba del pupo, i cambi, il cibo, latte, biberon, più la sabbia di entrambi da levare dai piedi. Mio marito stava per dirmi qualcosa, aveva il volto un po’ scuro. Poi si è fermato sulla pedana di legno per evitare di sporcarsi le scarpe. Di fronte a lui c’era un plotone fitto di donne. “Ciao mamme”, ho detto io sollevando di terra il bambino. “Allora alla prossima”. Ancora parlavano. Una diceva: “Il mio ha il difetto peggiore: ho tre figli – dai tre mesi ai sei anni- un giorno e’ uscito e non è ancora tornato. Allora, ho vinto almeno un peluche?”.

Fiorella Corrado

L'Autore

1 commento

  1. Mariti italiani forse? Io e mio marito abbiamo diviso il congedo parentale, tutt altra esperienza, per fortuna!

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