La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai,
il futuro, rende la vita più semplice,
ma anche tanto priva di senso.

Italo Svevo

La Total Digital Audience delle testate digital native italiane

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Sono stati pubblicati i dati Audiweb relativi alla “total digital audience” di maggio 2014. I dati forniscono una fotografia dell’audience da PC e, finalmente, da mobile. Dopo l’analisi sull’incidenza del mobile per quanto riguarda la versione online dei principali quotidiani nazionali, ho voluto verificare se vi fossero delle differenze rispetto a quanto emerso, o meno, per quanto riguarda le testate digital native, o all digital che dir si voglia (senza una corrispondente versione cartacea). Nell’analisi, oltre ai pure players, sono stati inseriti anche i dati di ANSA e TGCom24. Ad esclusione di Pagina99, che complessivamente ottiene risultati davvero deludenti, è proprio TGCom24 la testata d’informazione che ottiene il maggior numero di utenti unici da mobile (smartphones & tablet) con una quota di ben il 41% sul totale. Dall’altro lato è Affaritaliani, la prima testata all digital per data di lancio, ad avere la minor percentuale di persone che visitano il proprio sito da mobile (10%).

Analizzando invece le pagine viste, il criterio di base sul quale si ottiene la redditività di ciascun sito, la metrica principale di vendita dell’advertsing online che genera ricavi per le testate, si evidenzia un andamento distinto a seconda delle testate complessivamente diverso da quanto avviene per i quotidiani tradizionali. Nella maggior parte dei casi, infatti, le pagine viste da mobile hanno un’incidenza superiore rispetto a quelle viste da PC con FanPage, che addirittura raggiunge il 44% del totale delle pagine viste nel giorno medio contro il 30% di utenti che visitano il sito utilizzando Internet in mobilità. Una differenza rispetto ai giornali mainstream che da un lato offre migliori prospettive di redditività e, dall’altro lato, potrebbe essere la dimostrazione di come i pure players abbiano un target di riferimento più giovane, con una maggiore propensione dunque ad un utilizzo intenso della Rete da mobile.

Elementi in entrambi i casi non trascurabili ai fini della resa attuale e, soprattutto, potenziale delle testate digital native che seppure generalmente dotate di marchi storicamente meno forti, banalmente per motivi cronologici, dei loro rivali tradizionali, potrebbero nel medio periodo insidiarle pesantemente come già avviene vedendo il numero di utenti unici di almeno un paio di queste.

 


Pier Luca Santoro

L'Autore

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