Ecco qual è il problema del futuro:
quando lo guardi cambia perché lo hai guardato.

Lee Tamahori

Vaciago a Futuro Quotidiano, da Bce passo avanti ma non basta

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ASSEMBLEA DI ASSOFONDIPENSIONE

La Bce ha tagliato i tassi d’interesse portandoli dallo 0,15 %allo 0,05%, un nuovo minimo storico. Lo spread è sceso sotto i 138 punti e l’euro è calato rispetto al dollaro attestandosi a 1,3038. Intanto per ottobre l’Eurotower ha annunciato altri interventi, a partire dall’acquisto di Abs, confermando che l’andamento del pil nell’eurozona è stato al di sotto delle aspettative. FUTURO QUOTIDIANO ha intervistato Giacomo Vaciago, economista e politico italiano, docente all’Università Cattolica di Milano.

Finalmente sono stati abbassati i tassi. Era una decisione che si poteva arrivare prima? E a questo punto cosa dobbiamo aspettarci, la fine della recessione?

Il 18 settembre avremo un’offerta di riserve alle banche europee. A ottobre partirà, come pure è stato deciso oggi, se ho ben capito, l’acquisto di Abs. Ma facciamo un passo indietro. Draghi ha sottolineato che le due cose principali (l’abbassamento di 10 punti di tutti i tassi e l’acquisto di Abs ndr) sono passate a maggioranza, ma non all’unanimità. In altre parole è più di quello che si poteva prevedere, dopo l’intervento a Jackson Hole del 22 agosto sera. Quindi il messaggio è stato: è un altro passo avanti nella direzione di una politica monetaria più permissiva, che favorirà – però da sola non basta e questo lo ha pure sottolineato Draghi – la fine della recessione e i successivi passi verso la ripresa in Europa. Meglio poco che niente, meglio tardi che mai. Bisognava farlo già prima se non avessimo avuto il problema che non avevamo capito che tutti i guai del mondo ci fanno male. Negli ultimi tre mesi ci sono state solo cattive notizie tutto intorno a noi: dal Nord Africa all’Islam, all’Ucraina. Tutto questo ci ha fatto male e ci ha fatto fare un passo indietro. Ovviamente una banca centrale con un board di 24 voti con 18 paesi non reagisce in giornata, come può fare la Fed o la Bank of England. Draghi ci ha messo tre mesi a trovare il consenso per decidere. La geometria dell’unione monetaria è complicata. E i teoremi da risolvere non si riescono a risolvere in giornata. Però poiché come già aveva detto nel Wyoming Draghi, una settimana fa, a Jackson Hole, in agosto chiaramente la situazione era peggiorata ed era prevista peggiore anche per il resto del 2014. Questa è la risposta, direi che è stata abbastanza tempestiva.

Sorprende che il Wall Street Journal dica che la Bce abbia tagliato i tassi a sorpresa. E’ stata davvero una mossa inaspettata?
Draghi ha un board e lui ha un voto su 24. Quando fa annunci importanti, come lo ha fatto il 22 agosto nel Wyoming, è perché la maggioranza ce l’ha già. Smettiamola di credere che Draghi sia un kamikaze che ci prova sperando che poi ha i 23 voti necessari. Se lui parla in pubblico come il 22 sera, vuol dire che una buona maggioranza del board condivide la sua decisione. Attenzione però, tutti parlano solo di Draghi. Ma per decidere ci vuole la maggioranza del board. Va ricordato che il presidente è un timoniere di una barca, ma non è l’unico sulla barca. E quindi da quello che lui ha detto a Jackson Hole ho capito che il consenso oggi lo avrebbe avuto. Chi è sorpreso non sa come funzionano le banche centrali. Crede che ci sia un dittatore che decide solo lui e invece no.

La Bce ha limato al ribasso le stime del Pil dell’Eurozona 2014 e 2015, c’è da essere preoccupati?
Ormai il 2014 è tutto. Se va tutto bene non sarà negativo. La crescita zero nel 2014 è una speranza. Perché lo scenario è cosi peggiorato che noi ci siamo trovati a salire su una scala mobile in discesa. E anche quello che ha fatto il governo, i famosi 80 euro, qualcuno ha detto non sono serviti, in realtà non sono bastati. Bisognava fare di più con il senno di poi. Ma, ripeto, non è che non siano serviti, perché senza quelli sarebbe stato ancora peggio.

Sara Pizzei

L'Autore

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