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Alan Kay

Yemen: campagna di solidarietà per un attivista

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La donna è stata rapita dagli Houthi

Attivisti yemeniti hanno lanciato nelle scorse ore un’ampia campagna di solidarietà sui social media, per chiedere di fare luce sul destino dell’esperta di diritti umani, Fatima Al-Arouli, da più di due mesi rapita dalla milizia Houthi.

La milizia continua a tenere sotto sequestro l’attivista, Al-Arouli, capo dell’ufficio dell’Unione delle leader delle donne arabe della Lega araba nello Yemen, e si rifiuta di rilasciarla.

Attivisti yemeniti hanno rivelato che la milizia Houthi ha rapito l’attivista Al-Arouli, dal governatorato di Al-Bayda, circa due mesi fa. Secondo le fonti, gli sforzi e le mediazioni tribali dell’ultimo periodo non sono riusciti a liberarla.

Fonti delle organizzazioni per i diritti umani a Sana’a hanno collegato il rapimento della donna all’ultimo tweet pubblicato dall’attivista, in cui rivelava il reclutamento di bambini e quanto sta accadendo alle donne e alle madri nelle zone controllate dagli Houthi.

Al-Arouli è stata scelta, secondo le fonti, lo scorso maggio come capo dell’ufficio dell’Unione delle donne leader arabe in Yemen, affiliata alla Lega araba.

A metà giugno è stata inoltre insignita, dallo sceicco Nahyan bin Mubarak Al Nahyan, del Golden Shield of Excellence 2022, per la sua partecipazione a una conferenza sulle donne arabe a Dubai, sul ruolo delle donne nello sviluppo sostenibile e nella responsabilità sociale.

È interessante notare che centinaia di attiviste e oppositori della milizia Houthi sono state oggetto di rapimenti, torture brutali e stupri nelle loro prigioni negli ultimi anni.

Secondo i rapporti sui diritti umani, il numero di donne rapite dalla milizia Houthi dall’inizio del colpo di stato del 2014 ha raggiunto circa 1.700, la maggior parte nella città di Sana’a.

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