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molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

BANDO DELLE ARMI NUCLEARI. IN UN’INTERVISTA A FQ L’APPELLO DI FRANCESCO ROCCA, PRESIDENTE DELLA CROCE ROSSA

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NON ADERIRE SAREBBE PERDERE UN IMPORTANTE INCONTRO CON LA STORIA

SEOUL, SOUTH KOREA - MAY 2: A stack of scrapped missiles, the South Korean Nike (L, back), the US Hawk (front) and the North Korean Scud (C, back) displayed at a war museum on May 2, 2005 in Seoul, South Korea. North Korea apparently test fired a missile into the Sea of Japan raising new fears about Pyongyang's nuclear intentions just days after a U.S. intelligence official said the secretive Stalinist state had the ability in theory to arm a missile with a nuclear warhead.  (Photo by Chung Sung-Jun/Getty Images)

SEOUL, SOUTH KOREA – MAY 2: A stack of scrapped missiles, the South Korean Nike (L, back), the US Hawk (front) and the North Korean Scud (C, back) displayed at a war museum on May 2, 2005 in Seoul, South Korea. North Korea apparently test fired a missile into the Sea of Japan raising new fears about Pyongyang’s nuclear intentions just days after a U.S. intelligence official said the secretive Stalinist state had the ability in theory to arm a missile with a nuclear warhead. (Photo by Chung Sung-Jun/Getty Images)

Il 22 maggio scorso è stata presentata alle Nazioni Unite, a Ginevra, la bozza del Trattato per il bando delle armi nucleari. Il Trattato – che renderebbe illegale sviluppare, produrre, utilizzare o sperimentare armi nucleari – è sostenuto dalla maggioranza dei governi mondiali, ma osteggiato dagli Stati che dispongono di armi nucleari e da alcuni dei loro alleati. La bozza è stata redatta sulla base della discussione svoltasi durante il “primo round” di negoziati tenutisi al Palazzo di Vetro di New York, dal 27 al 31 marzo, con la partecipazione di 132 Stati. I negoziati, adesso in corso, continueranno presso la sede dell’ONU a New York, fino al 7 luglio, a partire dalla citata bozza. Circa 40 paesi – tra cui gli Stati Uniti, la Russia, il Regno Unito, la Francia, la Corea del Sud e il Giappone e persino l’Italia – non hanno partecipato ai negoziati e/o si sono opposti attivamente al Trattato, che sta raccogliendo un ampio sostegno. Il presidente della Croce Rossa Italiana e vice presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Francesco Rocca ha lanciato un appello ai Paesi reticenti.

Per quale ragione, presidente Rocca, ha deciso di intervenire?
“Perché ci troviamo di fronte ad uno spartiacque epocale che potrebbe portare all’eliminazione totale delle testate atomiche. La Croce Rossa guarda con fiducia ai negoziati che sono appena ricominciati al Palazzo di Vetro di New York. Oltre ai 132 stati che già hanno lavorato sulla prima bozza di trattato, altre nazioni auspichiamo vogliano far parte dei negoziati ufficiali. E noi dobbiamo sostenerli. Non abbiamo una seconda occasione. La posizione della Croce Rossa è chiara: proibire ed eliminare le armi nucleari è un imperativo umanitario”.


Quali i rischi, in caso di fallimento del Trattato?

“L’uso di armi nucleari causerebbe morti e feriti su larga scala e non esisterebbero mezzi efficaci per fornire assistenza medica e umanitaria per salvare vite umane dopo l’utilizzo di armi di questo tipo. Le conseguenze umanitarie di qualsiasi uso di armi nucleari sarebbero catastrofiche e le ripercussioni anche di uno scambio nucleare ‘limitato’ sarebbero globali: tutti gli Stati devono avere un interesse per il divieto e l’eliminazione delle armi nucleari”.

Questo, in un contesto di Guerra mondiale…

Non si tratta solamente di pensare all’eventualità di una guerra nucleare, ma anche solo a un incidente durante un trasporto che causerebbe una catastrofe umanitaria. Sappiamo che alcuni stati non aderiranno ai negoziati in questo momento, ma continuiamo a lavorare a livello globale perché partecipino e intervengano urgentemente per ridurre i rischi immediati di un uso intenzionale o accidentale di tali armi.

Qual è il suo auspicio, presidente Rocca, dopo questo appello?

Ci sono alcuni passi intermedi che anche gli Stati che non partecipano ai negoziati possono fare, tra cui la riduzione del ruolo delle armi nucleari nella dottrina e nei piani militari e una maggiore trasparenza sulle azioni adottate per prevenire detonazioni accidentali. Conoscendo le conseguenze dell’utilizzo delle armi nucleari, qualsiasi rischio di un eventuale utilizzo è inaccettabile. Per questo mi sono appellato a quei Paesi indecisi o reticenti: non partecipare a questo passaggio epocale sarebbe perdere un importante incontro con la storia.

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