"Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio".

Pietro Barilla

GIORNALISTI E MEDICI UCCISI…QUELLA LUNGA SCIA DI SANGUE IN MEDIO ORIENTE

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Le Comunità del Mondo arabo in Italia(Co-mai) e l’ Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi) hanno espresso la loro solidarietà e vicinanza a tutti i giornalisti italiani e nel mondo, in occasione delle Giornate in difesa della libertà di stampa organizzate dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dall’ Associazione Stampa Romana, e culminate in quella Mondiale del 3 maggio.   “Secondo nostre fonti mediche e giornalistiche verificate, i cui dati son stati utilizzati in una ricerca svolta appunto da Amsi, Co-mai e Movimento “Uniti per Unire” “, dichiara Foad  Aodi, fondatore di Amsi e delle Co-mai,  “in Siria, Libia ,Tunisia ,Yemen ,Bahrein ed Egitto, da quando è scoppiata la primavera araba, ci sono stati più di 500 giornalisti uccisi, insieme ai 5000 tra medici , infermieri, dentisti, psicologi e fisioterapisti”.  E’ importante quindi tutelare, nelle zone di crisi, sia l’informazione quanto la sanità, entrambe indispensabili per aiutare le popolazioni locali, che sono le vere vittime di queste terribili guerre, in particolare le donne e i bambini . “ Sempre secondo le nostre fonti”, prosegue Aodi,  “moltissimi medici sono stati costretti a fuggire all’ estero a seguito della distruzione di vari ospedali e sedi di Ong ,la  maggioranza dei quali in  Siria, Libia e Yemen; mentre altri sono stati fatti prigionieri dall’ Isis per curare solo i loro feriti , ed essere poi  torturati . Senza dimenticarci anche dei ben 165 giornalisti uccisi in Iraq dal 1992 ad oggi. Dobbiamo essere uniti per tutelare il diritto d’informare e di curare, per costruire un mondo migliore tramite  una buona informazione, combattendo fake news e informazione strumentale”.

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