Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

La comunità del mondo arabo in Italia dice sì all’albo degli Imam e alla mappa delle moschee

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Albo per gli imam, Moschee autorizzate , preghiera del venerdì in lingua italiana, finanziamenti solo italiani, no alle moschee e agli imam “fai da te”. Sono tra le proposte che ha lanciato  il sottosegretario ai Rapporti con Il Parlamento, Guido Guidesi, per meglio disciplinare i rapporti fra Stato e musulmani italiani e che Co-mai, Comunità del Mondo Arabo in Italia, e Cili-Italia, Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa,  hanno già presentato alle istituzioni italiane. Questo, 5 anni fa,  dopo la promulgazione del “Manifesto Co-mai” , ed anche ultimamente, con il progetto  “Buona Immigrazione”, a favore  della conoscenza e del dialogo interreligioso,  pilastri per una pacifica e duratura convivenza .
“Noi proponiamo la “Terapia del Dialogo” con tutti e nell’ interesse di tutti, basata  sulla conoscenza e il confronto costruttivo per ognuno. Crediamo nell’ opera “dell’ altro”, e non in quello che viene fatto “contro l’altro”,  commenta  il fondatore delle Co-mai, prof. Foad Aodi,   medico fisiatra.
“Auspichiamo che il Governo Italiano possa aprire un tavolo di confronto con tutte le associazioni e le comunità di origine straniera  per intensificare una proficua collaborazione congiunta, affinché si trovino soluzioni e proposte condivise e si possa  chiudere una fase  che ha visto, in passato, il  coinvolgimento di pochissime associazioni. Questo va fatto affinchè si decida in nome di tutti i cittadini di origine straniera e di tutti i musulmani presenti in Italia :i quali, è bene ricordare, sono per l’85 per cento  laici.
Dobbiamo rimanere tutti uniti nell’ interesse dell’Italia e della sua sicurezza, rispettando il principio dei diritti e dei doveri ,senza strumentalizzazioni politiche e mediatiche compiute sulla pelle nostra e  dei nostri figli . Dobbiamo rappresentare un esempio in Europa e nel mondo, di integrazione e di dialogo tra le civiltà e le religioni .  In Italia bisogna praticare sempre lo sforzo e l’impegno per promuovere questi valori” , .conclude  Aodi, che è anche membro del Focal-Pojt per l’ integrazione  in Italia per l’ Alleanza delle Civiltà- UNAOC, organismo ONU. 

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