Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Mano nella mano verso il futuro, summit dei paesi islamici alla Mecca

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All’insegna dello slogan “Mano nella mano verso il futuro” Cinquanta paesi, compreso il Qatar,  hanno partecipato alla Mecca al 14simo summit dell’Organizzazione di cooperazione dei paesi islamici aperto dal re saudita Salman Bin Abdul Aziz, che ha sottolineato la necessità di sforzi concertati per combattere l’estremismo e il terrorismo nella regione, criticando con asprezza gli attacchi, che ha definito atti di sabotaggio,  condotti contro le navi saudite e le petroliere di passaggio sulle coste degli Emirati arabi dalle “milizie” del “terrorista iraniano”. Il re ha fatto riferimento anche alla questione palestinese, che, ha detto, rappresenta un pilastro fondamentale della Organizzazione della cooperazione islamica, dichiarando il proprio rifiuto assoluto nei confronti di qualsiasi modifica dello status storico della città di Gerusalemme. Ma è stata sicuramente l’atmosfera di mobilitazione contro l’Iran a dominare gran parte del vertice al quale l’Iran non è stato invitato. Dura la reazione di Teheran: il presidente Hassan Rowhani , oltre a esprimere rammarico per la violazione delle regole dell’etichetta, ha mettere in guardia i paesi del Medio Oriente contro il  piano di pace americano, che ha definito  cospirazione per cancellare le rivendicazioni palestinesi e rafforzare l’aggressione  nei confronti dei  paesi islamici. La Mecca ha anche ospitato altri due importanti vertici: quello della Lega Araba e quello del Consiglio dei Paesi del Golfo.

 

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