Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta.

Paul Valéry

Run, hide, tell e il nuovo terrorismo della rabbia e della disperazione

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“Scappa, nasconditi, chiama”. Ancora una notte di terrore in Gran Bretagna. Dopo Manchester, nel mirino, questa volta di nuovo Londra, dove una camionetta killer , tra la notte del 3 e 4 giugno ha travolto la folla che attraversava London Bridge. Alla guida un commando di tre uomini, armati di coltelli che, dopo aver abbandonato il van utilizzato come strumento letale, hanno proseguito la loro missione di morte dirigendosi verso Borough Market dove hanno assalito e sgozzato a caso alcuni passanti: il bilancio totale è stato di sei vittime e di 48 feriti. Rapidissimo l’intervento della polizia, il cui blitz è durato in tutto 8 minuti e si è concluso con l’uccisione dei presunti attentatori, la cui identità, per una precisa scelta degli investigatori, non è stata divulgata. Scotland Yard ha anche subito smentito il collegamento di questo tragico episodio con altri due, verificatisi in altre zone della città.

Le modalità dell’attentato – camionetta presa in affitto- e armi utilizzate – semplici coltelli e false tute kamikaze- parlano da sole: non c’è nessuna strategia dietro questo attacco, come non c’era nessuna strategia dietro agli attacchi che lo hanno preceduto: una lunga scia di sangue cominciata l’8 gennaio 2015 a Parigi. Dietro queste gratuite, cieche, imprevedibili esplosioni di violenza, non ci sono, come in passato, stati canaglia finanziatori, non c’è nessun gruppo organizzato di sostegno come al Qaeda, nessun “principe del terrore” del livello di Osama Bin Laden. Non ci sono finalità politiche o religiose, nè ideali, o sogni. C’è solo una sconfinata disperazione. Una incontenibile rabbia. Una rabbia che non si riversa sui simboli del potere, che sono bersagli troppo sofisticati da colpire da parte di chi non ha mezzi per comprarsi del plastico, non ha denaro, non ha nulla e al massimo riesce a costruirsi da sé una “madre di Satana”, come la chiamano la bomba di bulloni e chiodi e perossido di acetone triciclico, che si fabbrica con l’acetone per le unghie e scolorante per capelli, con un fusibile collegato ad un timer da caldaia del gas.

L’ondata di terrorismo che in questi anni sta mettendo in ginocchio l’Europa non ha matrici jihadiste, non si inquadra nel solco di quella guerra santa, dichiarata dal radicalismo islamico all’Occidente con l’attacco dell’11 settembre. Né ha nulla a che vedere con il terrorismo laico mediorientale degli anni Settanta o ideologico come quello dell’Ira e dell’Eta, delle Brigate Rosse, o ancora con il terrorismo eversivo. Né con la geopolitica. Fanno fatica anche i complottisti più temerari a immaginare trame internazionali.

Il suo vero e unico brodo di coltura sono le immense e degradate periferie urbane occidentali, dove abitano l’ intolleranza, la schizofrenia culturale, l’emarginazione, l’ignoranza, la miseria, derive di un welfare distorto ma anche di velenose scorie colonialiste, di memorie incancellabili di soprusi e violenze, che hanno prodotto ferite che continuano a sanguinare. E fratture sociali insanabili: divisioni tra chi ha troppo e chi non ha; tra chi lavora e chi no; tra chi è schiavo e chi no; tra chi riesce ad avere il permesso di soggiorno e chi no; tra chi viene escluso e chi viene accettato; tra chi impara la lingua del posto e chi si isola; tra chi viene premiato (spesso ingiustamente) e chi viene punito (spesso altrettanto ingiustamente); tra chi riesce a camuffarsi da occidentale, chi invece rinnega i propri abiti e tradizioni, chi ne è orgoglioso, e chi è sospeso e indeciso e non sa cosa diventare, in che cosa identificarsi e chi si lascia indottrinare dai tele- imam, che a ogni ora del giorno e della notte predicano il loro islam dal piccolo schermo.

In Gran Bretagna la Brexit , figlia di una guerra di poveri contro poveri, sta acutizzando questo scenario, sta accentuando, come già è accaduto da tempo in Francia per motivi diversi, quella frattura tra emarginati, che rischia di far sprofondare il paese in una crisi senza precendti. Le intelligence, gli eserciti, i carri armati sono armi inefficaci contro l’ignoranza e la disperazione.

Scheda
8 gennaio 2015, Parigi: 17 morti durante l’attacco a Charlie Hebdo
15 febbraio 2015: 2 morti a Copenaghen
19 aprile 2015: 1 morto a Villejuif , Francia
13 novembre 2015: il blitz al Bataclan e in altri luoghi di Parigi provoca 130 vittime
22 marzo 2016: le bombe di Bruxelles causano 32 morti
13 giugno 2016: 2 morti a Magnanville, non lontano da Parigi
14 luglio 2016: la strage di Nizza. Un camion piomba sulla folla e uccide 86 persone che passeggiavano sul lungomare.
26 luglio 2016: viene accoltellato un prete a St.-Étienne-du-Rouvray, in Francia
19 dicembre 2016: il giorno della strage di Berlino. Un camion piomba nei mercatini di Natale e uccide 12 persone
22 marzo 2017: un veicolo piomba sui pedoni sul ponte di Westminster, a Londra: 5 morti.
7 aprile 2017: a Stoccolma un camion travolge la folla in una strada del centro storico causando 5 vittime.
22 maggio 2017: un kamikaze si fa esplodere a Manchester, dopo il concerto di Ariana Grande uccidendo 22 persone.

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