La gente ha sempre dichiarato di voler creare un futuro migliore.
Non è vero. Il futuro è un vuoto che non interessa nessuno.
L'unico motivo per cui la gente vuole essere padrona del futuro
è per cambiare il passato.

Milan Kundera

Un albo per gli imam

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Le Comunità  del Mondo Arabo  in Italia (Co-mai) e la Confederazione Internazionale laica interreligiosa (Cili-Italia) hanno espresso soddisfazione per la storica visita compiuta il 16 febbraio dal Ministro dell’Interno Marco Minniti alla Grande Moschea di Roma; e per il suo discorso, basato sull’apertura e il sostegno alle Comunità musulmane in Italia, e vòlto a intensificare integrazione, dialogo, conoscenza e creare un modello europeo per l’integrazione, siglando un’alleanza per combattere ossessioni  pregiudizi”.
Lo ha riferito Foad Aodi, fondatore delle Co-mai e di CILI-Italia: che, col Presidente della Grande Moschea,  Khalid Chauoki, e gli Ambasciatori arabi e musulmani, ha fatto parte della delegazione che ha ricevuto il Ministro alla Grande Moschea.
Inoltre, Aodi ha ribadito la sua disponibilità per intensificare l’unità del mondo arabo e musulmano, affinché si possa raggiungere il patto col Governo Italiano e il Ministero dell’ Interno, e collaborare per un’ alleanza contro ossessioni e pregiudizi: “Lanciamo una  proposta d’integrazione a due binari. Garantire la sicurezza e le politiche per l’integrazione, da una parte; senza abbinare sempre immigrazione- islam alla sicurezza e al terrorismo, dall’altra. Concordiamo col Ministro Minniti  – come gia’ proposto 5 anni fa  con le Co-mai – chiedendo: un Albo per  gli imam; formazione degli Imam in Italia; la preghiera nelle moschee in lingua italiana; No agli Imam fai da te; No alle moschee clandestine e non autorizzate. Più luoghi di culto, in Italia,  sono riconosciuti e aperti, più si garantisce integrazione;  infine, no ai finanziamenti non trasparenti, in particolare quelli che arrivano dall’estero”.
Ha concluso Aodi con la richiesta a tutti di più rispetto per tutte le culture, le civiltà e le religioni, senza distinzioni; “e ribadiamo che  l’Islam non è incompatibile con la Costituzione italiana, visto che noi siamo in Italia e prima di tutto vengono le leggi dello Stato italiano”.

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