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Alan Kay

Avere una laurea conviene, ma laurearsi nelle discipline scientifiche conviene di più

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laureaNell’ultimo decennio la media delle immatricolazioni ad un percorso universitario è stata di circa 310.000 unità annue (dati Miur), pari al 30% dei giovani 19enni diplomati e provenienti da famiglie più favorite. Il restante 70% non accede agli studi universitari spesso anche per l’assenza di una seria politica del diritto allo studio. L’obiettivo principale che Istituzioni e operatori devono porsi è quello di sostenere i giovani nell’intraprendere una scelta consapevole, che tenga conto degli interessi e delle aspirazioni individuali e che con il tempo possa favorire l’accesso ad una occupazione soddisfacente. Una crescita di un’offerta di lavoro sempre più istruita dovrebbe corrispondere in concreto ad un adeguamento professionale e salariale delle nuove forze di lavoro. Ma purtroppo non è sempre così. In ogni caso le indagini sull’occupazione confermano che la Laurea è lo strumento fondamentale per rimanere al passo con i tempi ed avere una chance in più nel collocamento al lavoro.In base al XVI rapporto annuale di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, emerge che i magistrali del gruppo tecnico-scientifico hanno performance lavorative brillanti già ad un anno dalla laurea e ancor più nel lungo periodo. Contrariamente a quanto riportato sui media , non è vero che il nostro è un Paese con troppi laureati in materie umanistiche e pochi in materie tecnico-scientifiche. Su cento laureati ci sono 40 laureati in materie tecnico-scientifiche (al pari della Germania), mentre la media Ocse parla di 37 su cento, e gli Usa ne hanno solo 26 su cento (da:il sole 24 ore).

Il fattore tempo è ciò che spaventa gli studenti italiani, e anche i retaggi culturali, discipline come matematica e fisica accolgono solo poco più del 30% di presenza femminile. Le studentesse a livello europeo nelle discipline tecnico-scientifiche sono appena il 33,3% ritoccato all’insù dall’Italia con il 39,8%. C’è uno squilibrio tra il fabbisogno in crescita di laureati nell’area Stem ( science, tecnology, engineering e mathematics) e l’interesse dei giovani ad iscriversi a queste facoltà: in altre parole le opportunità ci sono, ma mancano le iscrizioni. Un interesse ancora insufficiente è dimostrato dalle matricole per quelle discipline che offriranno maggiori prospettive di impiego e di retribuzione nel mercato europeo. Non tutte le lauree assicurano la possibilità di trovare un’occupazione soddisfacente o coerente con il proprio percorso formativo. Secondo i dati pubblicati dall’Istat, le discipline più premiate nel mercato del lavoro sono quelle tecnico-scientifiche, in particolare ingegneria e statistica, mentre la sfera dei laureati delusi risulta largamente composta dai mancati avvocati. Premiati sono anche i medici e i meno premiati gli insegnanti e chi si occupa di professioni letterarie. Lo sviluppo del nostro Paese dovrebbe muoversi ed articolarsi in modo fondamentale attorno all’importanza che riveste l’istruzione nella formazione dell’individuo sia sotto il profilo personale e sociale che lavorativo. Sarebbe opportuno adottare strumenti informativi per coinvolgere anche il pubblico femminile, ancora fortemente sotto rappresentato in molte discipline scientifiche, le studentesse dovrebbero essere sensibilizzate circa l’importanza di una carriera scientifica proponendo loro la partecipazione a progetti europei con l’obiettivo di valorizzare il loro talento superando le resistenze culturali.

Simona Agostini

L'Autore

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