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Alan Kay

Basket. No al velo in campo: e la squadra del Qatar si ritira

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La squadra di basket femminile del Qatar si è ritirata dai Giochi Asiatici a Incheon, in Corea del Sud, a causa del divieto di indossare l’hijab durante le partite, rinunciando così a presentarsi alla gara in programma con il Nepal. La rinuncia è avvenuta dopo che ieri la Federazione internazionale di Basket (Fiba) ha vietato alle atlete di Doha di scendere in campo con l’hijab. Il capo della delegazione qatariota, Khalid al-Jabir, ha annunciato la decisione della squadra di ritirarsi dal torneo, avviando i preparativi per rientrare in patria. ”Non abbiamo rinunciato ai giochi, non ci è stato permesso di parteciparvi – ha detto al-Jabir – da un lato tutti vogliono una maggiore partecipazione femminile a questi giochi, dall’altro scoraggiano le donne musulmane che vogliono gareggiare con l’hijab”.

La portavoce della commissione organizzativa dei Giochi, Anna Jihyun You, ha dichiarato che le atlete “si sono rifiutate di togliersi l’hijab ” e per questo la partita è stata vinta a tavolino dagli sfidanti. You ha sottolineato che la Fiba “non ha fornito nessuna istruzione” agli ufficiali di gara circa una revisione del regolamento che proibisce l’uso di copricapo, gioielli e accessori per i capelli nelle competizioni internazionali.

La protesta delle giocatrici: “Speravamo di convincere la Fiba”

Nel suo regolamento la Fiba vieta di indossare “copricapi, accessori per capelli e gioielli” durante le competizioni. ”Abbiamo voluto mostrare al mondo che noi siamo pronte a giocare, ma l’associazione internazionale non è pronta ad accettarci”, ha commentato Ahlam Salem Al-Mana, presidente della Commissione degli sport femminili del Qatar. “Quello che è accaduto va contro il Comitato olimpico internazionale che mira a coinvolgere Paesi di diverse culture e va anche contro lo slogan: ‘Qui splende la diversità’, diffuso dai Giochi Asiatici,” ha aggiunto Al-Mana, ammettendo che il Qatar sapeva già in anticipo del bando, ma sperava di convincere la Fiba a cambiare idea. Lo stesso non hanno fatto altri Paesi, che per via del veto sul velo hanno deciso di non partecipare del tutto alla competizione, ha aggiunto.

Rispetto ad altri sport, il basket rimane una delle eccezioni, anche se l’International Basketball Federation (Fiba) ha dichiarato, all’inizio di questo mese, di aver discusso sulla questione relativa all’abbigliamento dei giocatori e di essere disposto a contemplare una fase di sperimentazione della durata di due anni per stabilire più accuratamente quello che i giocatori possono indossare. Il Consiglio Olimpico Asiatico (OCA) ha rilasciato una dichiarazione mercoledì, dicendo: ” Il diritto degli atleti deve essere la massima priorità”.

Dopo la perdita a tavolino dell’incontro mongolo, la giocatrice del Qatar Amal Mohamed ha spiegato che prima del viaggio e dell’arrivo presso i Giochi di Incheon avevano ricevuto il consenso per far indossare l’hijab alle donne: “Ci hanno confermato che avremmo potuto partecipare ai giochi, indossando un hijab – ha dichiarato – noi non prenderemo più parte ai Giochi asiatici a meno che i funzionari non cambino la loro decisione”.

I Giochi Asiatici, tenuti ogni quattro anni, sono riconosciuti dal Comitato Olimpico Internazionale e dispongono di oltre 9.000 atleti provenienti da 45 nazioni che gareggiano in 36 sport. L’edizione 2014 si conclude il 4 ottobre.

Cristiana Gagliardi

L'Autore

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