Ecco qual è il problema del futuro:
quando lo guardi cambia perché lo hai guardato.

Lee Tamahori

Blendle: l’iTunes del giornalismo salverà l’editoria?

0

E’ possibile che un’app possa salvare l’editoria? Nonostante alcuni scettici, a quanto pare sarebbero in molti a pensarla così e il nome di questo presunto eroe della carta stampata si chiama Blendle. Un’applicazione cioè, definita l’”iTunes delle notizie”, che riunisce in una schermata numerosi articoli delle principali testate olandesi. È infatti l’Olanda il paese in cui è nata questa idea, dall’intuizione di due giovani ex giornalisti, e dove per ora è possibile utilizzarla.

Blendle, l’editoria digitale

blendle Ma come funziona Blendle? Si potrebbe definire una sorta di edicola digitale dove si paga non per leggere giornali ma singoli articoli delle diverse testate nazionali che partecipano all’iniziativa. E il ricavato va per il 70% all’editore mentre il restante 30% rimane in casa. Attraverso il sistema del ‘pay per read’ è possibile infatti sfogliare in maniera digitale riviste e giornali, ma anche di salvarle, taggarle, archiviarle e condividerle. Ogni tipo di informazione insomma è a portata di click. E gli utenti sono anche in grado di vedere gli articoli più letti e condivisi dai propri contatti. E su Blendle sembra inoltre valere il cosiddetto soddisfatti o rimborsati.

Un app per salvare l’editoria?

Il progetto, pur essendo nato lo scorso aprile, conta già numerosissimi fans. Sono infatti 130 mila gli utenti registrati e il piano è stato anche quotato in borsa. Numeri che hanno attirato l’attenzione internazionale nei confronti di un’idea che potrebbe ben presto arrivare anche in altri Paesi. Un modo che permetterebbe ai vari gruppi editoriali dei vari stati di unire le proprie forze per difendere l’editoria e riunire ogni forma di informazione in un’unica app.

Un progetto per aiutare a capire le notizie

E infatti grandi nomi hanno già puntato gli occhi su questa azienda. The New York Times Company e Axel Springer Digital Ventures hanno annunciato di avervi investito 3 milioni di euro. E contro chi sostiene che il progetto non è destinato ad avere lunga vita, data l’alta presenza di notizie gratuite presenti nel web, il co-fondatore Marten Blankesteijn si è espresso in un magazine olandese sostenendo che “le notizie che si trovano gratis su internet non sono un problema per Blendle, perché noi offriamo informazioni approfondite, non i fatti del giorno. I nostri contenuti aiutano le persone a capire le notizie e a farsi un’opinione”.

Sara Pizzei

L'Autore

Lascia un commento