La gente ha sempre dichiarato di voler creare un futuro migliore.
Non è vero. Il futuro è un vuoto che non interessa nessuno.
L'unico motivo per cui la gente vuole essere padrona del futuro
è per cambiare il passato.

Milan Kundera

BLOCCO CONSERVATORE IN CRISI. “TSIPRAS PUO’ SFRUTTARE L’OCCASIONE”

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“Sono passati quattro anni dal memorandum e cinque dall’inizio della crisi e della recessione, ma il popolo greco non vede segnali di una fine per i suoi sacrifici, nessuna luce alla fine del tunnel”. A parlare è Nicolas Zirganos, giornalista greco del quotidiano Efimerida ton Syntakton da sempre attento ponte tra la sua terra e l’Italia, che analizza così con Futuro Quotidiano ciò che sta accedendo in una Grecia dove sono dietro l’angolo le elezioni per il nuovo presidente della Repubblica. Una Grecia che – a fronte delle nuove proteste che stanno tornando a occupare le piazze di Atene – deve trovare con la Troika un accordo sul nuovo memorandum le cui potenziali misure spaventano tutti i maggiori interpreti della politica greca: dal partito di governo Nuova Democrazia fino al partito avanti nei sondaggi Syriza. Il motivo è semplice: dopo anni di “cura” nelle mani della Troika “la disoccupazione è al 27%, la disoccupazione giovanile è più del 60%, i giovani greci emigrano, le misure di austerità hanno creato un asfissia del mercato. Il sistema pensionistico è al limite del collasso e il sistema sanitario è in una situazione disperata”.

Il cerimoniale di Dimas

Davanti a questa situazione la candidatura di Stavros Dimas, ex commissario presso l’Unione europea e membro di spicco del governo di Nuova Democrazia è in bilico. “Il presidente greco è impotente, la persona non importa così tanto – spiega Zirgonos – Questa è una battaglia da parte dell’opposizione per ‘usare’ le elezioni presidenziali in modo da portare alle elezioni parlamentari”. Il punto è chiaro. “Se alla terza elezione in parlamento il candidato non ha 180 voti su 300 si va ad elezioni nel giro di mesi. Il nuovo parlamento, quindi, può scegliere un nuovo presidente solo con 150 voti. Dimas in ogni caso non unirà o dividerà il popolo greco: se eletto, sarà solo cerimoniale. Il popolo greco in questo momento è diviso tra un blocco conservatore, Nuova Democrazia e Pasok , e dall’altra parte tutta l’opposizione, che non è unita”.

Il cosiddedimas vs tsiprastto blocco conservatore adesso raggiunge solo 155 voti su 300. Devono essere 180 per eleggere il presidente. “Stanno cercando di raccogliere alcuni dei 24 parlamentari indipendenti e di convincere qualche deputato della Sinistra Democratica (Demar) e dei Greci Indipendenti (Anel), un partito minore anti-austerity conservatore nazionalista ad abbandonare la linea del partito (che è contrario a Dimas) e votare a favore del governo. Non è impossibile, ma è difficile. Per il momento il governo non ha il numero di sostenitori che sono necessari, ma non possiamo essere sicuri di cosa succeda nei prossimi giorni”. Di certo, secondo l’analista, “il clima di instabilità che sta emergendo aiuta il governo. La situazione diventerà critica come si raggiungerà la data del terzo, decisivo e finale voto al 29 dicembre”.

Tsipras e la rinegoziazione del debito

Chi potrebbe trarre vantaggio dalle difficoltà del governo è Tsipras, leader del partito di sinistra radicale Syriza che è avanti nei sondaggi. Ha fatto discutere, a proposito, la visita nella City di Londra di alcuni membri importanti del partito. “E’ andato all’incontro il suo cervello economico, probabilmente il futuro ministro dell’Economia in un governo Syriza, George Stathaki – ricostruisce Zirganos -. Stathakis ha avuto colloqui con i fondi e li ha rassicurati sul fatto che un governo Syriza non taglierà il debito privato”. Il partito della sinistra anti-austerity intende rinegoziare il debito della Bce e il debito di proprietà ai governi europei: “Questo è quasi il 70 % del debito greco totale. Così i fondi non hanno motivo di temere per il loro denaro”.

alexis tsiprasLa domanda che gli osservatori che si pongono è: Tsipras sarebbe capace di governare la Grecia? “La sinistra non ha mai costituito un governo in Grecia dopo la seconda guerra mondiale e merita una prova. Non sappiamo se siano in grado o no. Ma tutti i governi che abbiamo avuto dopo la caduta della dittatura in Grecia, dopo il 1974 , a destra o al centro e al centrosinistra, hanno fallito: il risultato del loro governo è la crisi greca. La sua Siryza non è responsabile per il destino della Grecia. Uno dei problemi della crisi greca è che la parte che ha creato il problema in qualche modo è chiamata a dare la soluzione: questo rende lo sforzo non credibile agli occhi della gente”. Rispetto a questo “la maggioranza dando il voto a favore di Syriza crede alla sua alternativa. Votano così a causa della rabbia contro il governo”.

Antonio Rapisarda

twitter@rapisardant

 

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