Sogni, promesse volano... Ma poi cosa accadrà?

Gianni Rodari

BRUNO CONTRADA A FQ: “ORA VOGLIO GIUSTIZIA DALL’ITALIA”

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“Dopo ventitré anni mi sento frastornato”. Sono queste le prime parole che Bruno Contrada, ex numero tre del Sisde rilascia in esclusiva a Futuro Quotidiano, non appena appresa la notizia della sentenza della Corte Europea dei diritti umani. Secondo la sentenza europea infatti, Contrada non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa perché, all’epoca dei fatti (1979-1988), il reato non “era sufficientemente chiaro”.  E’ per questo che lo Stato italiano dovrà versare all’ex numero tre del Sisde 10 mila euro di danni morali. Bruno Contrada

Bruno Contrada, qual è stata la sua prima reazione alla notizia della sentenza?

Ad oggi so soltanto che  la Corte Europea ha accolto il mio ricorso, rispetto ad una sentenza e una vicenda giudiziaria che ha devastato la mia esistenza, dal punto di vista morale, fisico, psicologico, familiare e sociale.

Cosa sono stati questi anni per lei?

La sentenza che mi ha condannato ha rappresentato per me una distruzione totale, la distruzione di un uomo. Anzi dirò di più di un uomo servitore dello Stato.

Che prevede per il suo futuro?

Mi aspetto che si possa fare finalmente chiarezza, possa emergere la verità su tutta la storia in cui sono stato coinvolto. Certo è che nessuna sentenza potrà mai ridarmi ciò che mi è stato tolto. Una parte di vita è andata via.

La sua famiglia come l’ha presa?

I miei familiari non so come si sentiranno: mia moglie è ammalata da diversi mesi ed è allettata. Adesso che ho avuto questa attestazione di verità dalla giustizia europea, mi appellerò alla giustizia italiana, che è quella che più mi interessa.

Da quest’ultima cosa si aspetta?

Dalla giustizia italiana voglio una sentenza di innocenza chiara, attestata, proclamata e acclarata. Questo mi aspetto, quello che grido ormai da tanti anni.

Oggi è un inizio…

Quella di oggi è una prima tappa, ma il percorso è ancora lungo. Francamente non so quali conseguenze avrà questa sentenza europea. Certo è che è un inizio importante.

Giampiero Marrazzo

 

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