Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi,
molto prima che accada.

Rainer Maria Rilke

Concerto dell’Armadio 2015. Opera in golf-minore

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Preludio

armadio 2015

John Richmond

Un, due, tre… Sornione l’attacco di questo freddo inverno, caldi poncho, mantelle tricot, ampi cappotti a uovo, giacche in renna frangiate e i pullover a treccia in un inequivocabile sapore anni Sessanta. Piano. Trionfano le maglie over-size che aiuteranno a superare le abbondanze post-festività, valide sia per l’uomo che per la donna, e che si traducono in caldi maxi-maglioni per l’uno e in mini-vestiti per l’altra. E se non amate il radical-chic – che tutto vuol dire e niente significa – a gennaio non mancano le coloratissime stampe floreali, gli appariscenti disegni geometrici in pieni Sixty’s, che rompono per sempre la monotonia da post-romantico maledetto artista francese. Adagio. Perché c’è sempre qualcuno che si preoccupa di far sì che il classico resti intramontabile; Carlo Pignatelli, per esempio, con i suoi completi, i gilet e le lane pettinate, che strizzano l’occhio allo stile oltremanica alla  «ricerca della perfezione – spiegano dalla maison – attraverso un’eleganza intramontabile e senza tempo». E se è vero che un pezzo classico non muore mai…

Canone

armadio 2015

Stellajean

Andante. A dettare le regole quest’anno è proprio chi le ha stravolte sin dall’inizio. Come Stella Jean, lanciata da AltaRoma insieme al contest di Vogue Italia dedicato ai giovani talenti, Who is on next? Nata sotto una buona “stella”, la Jean è oggi paragonata a una “ventata di novità” nella moda internazionale. Capace di tenersi stretta alle tradizioni della bella sartoria italiana e di guardare all’etica del fashion grazie alla continua fusione di stili e richiami della cultura haitiana. Allegro, ma non troppo. E sebbene sia una new-entry, dietro la sua scia esplodono coloratissime citazioni multi-etniche in numerose collezioni e prime linee di altri grandi marchi. «Per il 2015 annuso nuovi métissage – racconta Stella – che devono  confluire in una consapevolezza del fatto che un cambiamento nell’approccio etico sia oggi appropriato, inevitabile, necessario». Vivace. Stella e il suo stile sono un must: ci si dimentica della brutta stagione con le trame e i tessuti ricchi per pregio e colori, forse un po’ naïf, ma che nel complesso rendono la figura maschile e femminile allegra e cosmopolita.

Toccata

Moderato. Spaziale, una dimensione iper-fashion: look decisi che, pur rispettando il passato, si lanciano verso un futuro sofisticato. John Richmond si fa portavoce per tutti i designer che affrontano il nuovo anno con sobrietà: dalle linee pulite, alla palette cromatica basica – nero, bianco, rosso ciliegia e verde lucertola – mixata a texture e a giochi di trasparenze e ricami dalla delicata semplicità.

Fuga

armadio 2015

Carlo Pignatelli

Leggermente veloce. Addio per ora a dolce-vita, bomberini, cappotti avvitati, che consigliamo di riporre in un soppalco, o a casa di mamma e papà, per momenti più propizi. Più veloce. Perché per quanto assurdo questo concerto possa sembrare, la responsabilità della moda nei confronti della società è grande. Stringendo. Che importanza ha? Siamo ciò che indossiamo, e anche se per i più “l’abito non fa il monaco”, è arrivato il momento di sfatare un altro mito che farà sobbalzare sulla poltrona tutti coloro che mettono “la prima cosa che trovano”. Non ci crede più nessuno, nessuno ci ha mai creduto.

Samantha Catini

L'Autore

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