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Gianni Rodari

“DIO E’ BRASILIANO, NON MANCHERA’ L’ACQUA”. E’ IL TEMPO DELLA BUFALA GLOBALE

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Sul quotidiano “Folha de Sao Paulo” del 21 gennaio appare un’intervista al ministro dell’Energia, Eduardo Braga, sull’annoso problema del deficit idrico nel sud del Paese. Ma il ministro tranquillizza “Dio è brasiliano, non mancherà l’acqua”. La frase meriterebbe molti commenti ironici e satirici e invece nulla. Potremmo anche noi non dare peso alle affermazioni del ministro o semplicemente commentare con una battuta ma vogliamo fare una breve riflessione.

I “sentimenti” condivisi del Brasile

brasileCi sono in Brasile “sentimenti” condivisi che fanno parte della cultura di questo paese. La fatalità che rende più difficile l’azione e talora quasi inutile. La speranza, positiva, che sempre possa accadere qualcosa indipendentemente dall’azione degli uomini. Fare quindi fede ad accadimenti esterni se da un lato giustifica spesso la mancanza di realismo e concretezza aiuta a guardare il mondo sempre con speranza.

E allora bisogna stare bene, divertirsi perché la vita è una. Mentre tante questioni pratiche attendono soluzioni e la politica non sempre fornisce risposte, ( carenze ormai strutturali come la sanità, la sicurezza, i trasporti, la scuola ) i cittadini chiedono divertimento e i politici e gli amministratori locali devono corrispondere a questa richiesta. Immaginate un politico che intenda sottrarre risorse al carnevale o allo show di fine anno, risorse ingenti, per destinarle a migliorare il servizio pubblico dei trasporti o a una scuola, vedrebbe calare vertiginosamente il suo consenso.

La potente raffica degli interventi giornalieri

Ma non dobbiamo né generalizzare né pensare noi di essere immuni da tutto ciò. Tutti i giorni ascoltiamo interventi assolutamente ridicoli su cui si accendono dibattiti infiniti. Dalle frasi del Salvini di turno al dibattito se la donna debba essere sottomessa, al Papa che si sofferma sui conigli, alle dotte citazioni del senatore Razzi, e chi ne ha più ne metta. E i media raccolgono e si soffermano su questi alti pensieri, levando spazio a argomenti seri e reali.

L’impero della bufala

E il mondo del web amplifica tutto, globalizza la “cazzata” che si fa dibattito. È l’impero della bufala globale tanto che Facebook sta studiando un sistema anti-bufale. È la vittoria del populismo sulla ragione e sulla competenza e la politica, per non cedere il passo, deve stare al passo con i tempi che questo impone. Non molto tempo fa la circolazione delle idee e le scelte politiche passavano attraverso la valutazione di molti corpi intermedi, faticosi dibattiti, estenuanti confronti e poi emergevano scelte politiche; oggi la politica si esprime con un Twitter.

Distinguere il vero dal falso

Ministro dell'energia Eduardo Braga

Ministro dell’energia Eduardo Braga

Ci verrebbe da dire “mala tempora currunt”ma non è così, il mondo non è mai stato né peggiore né migliore ma diverso. Oggi dobbiamo interpretare la diversità e il mutamento di una società globale cresciuta molto in fretta e adeguarci alla novità. Il mondo corre e vince chi ha un pensiero più veloce del tempo. Quello che serve è trovare gli strumenti per distinguere il vero dal falso. Spesso non esistono confini, e questo è un danno per la formazione delle opinioni e delle coscienze e per conseguenza delle scelte politiche dei cittadini. Nelle recenti elezioni in Brasile la parola “mentiroso “è stata quella più usata dai leader in competizione ma nessun elettore ha avuto la possibilità di capire realmente dove era la verità, ognuno si è limitato a tifare. Le apparenti incredibili parole usate dal ministro Braga rientrano in questo schema e guadagnano spazio mediatico. Una battuta di commento va bene ma una riflessione più ampia sarebbe utile.

Alessandro Battisti

 

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