Compili il suo pronostico, ci penserà il futuro!

Gianni Rodari

Est e Ovest, prove di diplomazia. Il punto sui vertici di giugno

0

Nel mese di giugno 2021 si è concentrata la ripresa del dialogo tra i Paesi Occidentali e Asiatici su
temi centrali di geopolitica, economia e sicurezza accantonati causa pandemia.
Dall’11 al 13 giugno 2021 in Cornovaglia (GB)si è svolto il G7 con focus ambiente, cambiamenti
climatici e pandemia. Vi hanno partecipato i rappresentanti ai massimi livelli di Gran Bretagna
Paese ospitante, Stati Uniti, Francia, Germania, Italia, Australia, Canada, invitati Corea del Sud,
Sudafrica, Onu e Oms.
Il 14 giugno a Bruxelles a seguito del G7 si sono incontrati i Paesi aderenti alla NATO. Il Presidente
Biden, ha incassato il consenso unanime di tutti gli alleati su tre dossier scottanti quali Cina, Russia,
Turchia-Libia.
Pochi giorni prima l’8 giugno a Chongqing (Cina) in contemporanea con Roma, e altri 20 Paesi
europei e asiatici, si è tenuto il Summit Sino-Europeo su diritti umani e pandemia: garanzia del
diritto alla vita e alla salute. Organizzato dal China Society for Human Rights Studies della
Southwest University of Political Science and Law, dal Congqing Center for Equal Social
Development , dall’ Ambasciata della Repubblica Popolare cinese in Italia e da Cina in Italia ha
visto la partecipazione di più di 100 ospiti tra politici ed esperti.
Nel vertice del G7 al centro del dibattito le misure per combattere la pandemia e l’obiettivo di
vaccinare la popolazione mondiale per mettere fine a questa guerra invisibile entro il 2022. Altri
temi dominanti sono stati politica, economia ed emergenza climatica.
“Le strette relazioni tra le democrazie occidentali possono affrontare la pressione esercitata dai
regimi autoritari attraverso la diffusione dei valori di libertà, dello stato di diritto, di rispetto dei
diritti umani” ha detto Michel presidente del Consiglio Europeo, un chiaro riferimento ai rapporti
con la Cina. Infatti durante il vertice, si è appreso da fonti diplomatiche europee, che è stato
confermato dal presidente Biden un testo di accordi che l’Europa sottoporrà alla Cina, accordi di
cooperazione che riguardano il clima e la Belt and Road. Sono state inoltre messe le basi per una
idea lanciata da Washington per una “Via della Seta” alternativa denominata “Build Back Better
World’ o B3W”.
L’agenzia Bloomberg nel comunicato finale del vertice riporta che il G7 chiede alla Cina il “rispetto
dei diritti umani e delle libertà fondamentali, soprattutto nello Xinjiang e ad Hong Kong.
Il vertice, agli occhi dei Paesi asiatici, è sembrato quasi una riunione dei Paesi alleati della Nato e
degli Usa per decidere la politica economica mondiale tanto che il Presidente Xi, commentando il
vertice del G7 ha lasciato intendere che ai nostri giorni le decisioni globali non possono essere
prese soltanto da un piccolo gruppo di Paesi, e il il portavoce dell’Ambasciata cinese a Londra ha
aggiunto che le decisioni che riguardano il mondo dovrebbero essere gestite con chiarezza e
trasparenza attraverso una consultazione tra Paesi siano essi grandi o piccoli, forti o deboli, poveri
o ricchi, perché siamo tutti uguali!

Nel vertice Nato è stata confermata l’Alleanza tra i Paesi aderenti, “la Nato è centrale e l’Alleanza è
più forte di sempre, potente e vincente perché la sicurezza è un presupposto necessario per
preservare e rafforzare le nostre democrazie”, ha sottolineato Draghi. La nuova sfida è la
salvaguardia della nostra democrazia. Paesi come la “Cina e la Russia non condividono i nostri
stessi valori” ha detto Stoltenberg e “ bisogna affrontare insieme, come alleanza, le sfide che
l’ascesa della Cina pone alla nostra sicurezza”. Il discorso è stato approvato in pieno dal presidente
Biden che ha detto che non siamo di fronte ad una nuova guerra fredda, ma è bene essere vigili di
fronte a minacce cyber e ibride, e all’uso dannoso di tecnologie emergenti sempre più sofisticate
che potrebbero minare la nostra sicurezza.
Durante il Forum cinese dell’8 giugno svoltosi a Roma l’Ambasciatore cinese in Italia Li Junhua
invece ha sottolineato la preziosità della vita umana “la base stessa dell’esistenza, ha detto, sono
la premessa e il fondamento dei diritti umani di ogni Paese. Le persone vengono prima di tutto e
sopra di tutto.”
Nel III panel del Seminario, quello dedicato all’Italia, l’Avv. Federico Ferraro, sintetizzando gli
interventi dei relatori italiani, ha fatto riflettere sugli effetti della pandemia da COVID-19 che si
sono riverberati a 360 gradi nelle complesse dinamiche sociali. Si è tracciato un profilo non legato
esclusivamente all’ambito sanitario, alle sue criticità e alla perdite di vite umane in Italia, ma si è
fatto riferimento ad aspetti diversi: si è parlato di smart working e dei temi legati all’occupazione,
del riadattamento nelle tempistiche di lavoro, dei sostegni economici, la mancanza o la tardiva
attuazione della previdenza e degli ammortizzatori sociali, la crisi delle libere professioni, i luoghi
di restrizione della libertà personale. Dal tema dei diritti umani è emerso che la crisi pandemica ha
riguardato l’ambito macroeconomico; assai rilevante è stato il tema della human security. Per
quanto attiene, invece, al settore dello sport e ad i suoi collegamenti con la salute è stato ben
evidenziato come alcune fasce generazionali, quella dei giovani e dei bambini, ad esempio,
abbiano risentito fortemente dell’esperienza pandemica: i bambini sono stati colpiti soprattutto
nei rapporti interpersonali e tra coetanei, avendo subìto una rottura netta delle dinamiche
relazionali scolastiche e di apprendimento. I giovani e adolescenti, invece, hanno risentito della
mancanza di attività fisica attraverso la chiusura degli impianti sportivi ed hanno sviluppato in
questi mesi stati emotivi di paura, ansia, depressione e disturbi del sonno, tristezza e solitudine.
Tali dinamiche verranno certamente studiate dal personale medico specializzato per capire i reali
impatti consequenziali sullo stato psico-fisico umano.
Un Seminario questo tranquillo e costruttivo che ha portato alla luce tante problematiche ed ha
cercato di dare soluzioni possibili.
Discorsi simili ma con un approccio diverso. In passato la guerra fredda era tra Stati Uniti e Russia,
abbiamo temuto per la nostra incolumità e per la nostra libertà. Oggi i fronti difficili sono tre ma i
nostri politici ci rassicurano che non si tratta di “Guerra Fredda”!

L'Autore

Lascia un commento